“Sono pronto a continuare”, niente dimissioni per Nagelsmann: Gattuso ha avuto la dignità di salutare
Julian Nagelsmann non si dimette e rilancia in vista di Euro '28 ma in Germania tutti vogliono Jurgen Klopp. La scelta del CT tedesco stride visto il tracollo tedesco, Gattuso si è dimesso dopo il play off con la Bosnia

Germany's midfielder #17 Florian Wirtz (R) is acknowledged by Germany's head coach Julian Nagelsmann as he leaves the pitch during a friendly match between Germany and Finland ahead of the 2026 FIFA World Cup football tournament, in Mainz, western Germany on May 31, 2026. (Photo by Kirill KUDRYAVTSEV / AFP)
“Io voglio continuare, non dipende da me. Sono pronto, non sono uno che scappa. Nel calcio non si ha sempre il controllo della situazione, ma se la Federazione vuole io mi preparerò per gli Europei e la Nations League“. Julian Nagelsmann, ad eliminazione certificata della Germania, ha voluto subito esprimere il suo pensiero sul futuro in conferenza stampa.
Un timing che ha fatto storcere il naso in Germania, considerate le aspettative della selezione ad inizio rassegna e soprattutto l’avversario che ha rimandato a Berlino e dintorni la Die Mannschaft. Il Paraguay non è certo una selezione irresistibile, la numero 41 del Ranking Fifa, lo stesso che piazza i tedeschi in decima posizione.
Il Ct ha recriminato per il gol di Tah annullato – ritenuto regolare a suo dire – ed ha rilanciato in vista del futuro, forte di un contratto fino al giugno del 2028. Insomma, fino ai prossimi Europei. La palla passa ora alla Federazione che nei prossimi giorni deciderà il da farsi. In patria, però, la critica è stata impietosa.
Terza volta consecutiva con un CT differente che i tedeschi incassano una eliminazione prematura e la riflessione è più ampia, ma i media ed i tifosi hanno già silurato il 38enne, il più giovane commissario tecnico a guidare una Nazionale ad una fase finale dei Mondiali (e chissà che l’inesperienza non abbia pagato).
Nagelsmann sotto accusa: tutti vogliono Klopp
Nagelsmann è stato accusato di aver sopravvalutato la rosa scelta per la rassegna iridata, così come inspiegabile è stato l’adattare la sua Germania agli avversari, con formazioni diverse schierate in difesa. Ed a proposito di scelte, quella di mandare dal dischetto Tah proprio non è andata giù: “Perché puntare su un calciatore che mai aveva tirato un rigore?”
Jurgen Klopp è considerato il nuovo “salvatore della patria”, colui in grado di riparare il giocattolo rotto tedesco, una ormai potenza in declino del calcio europeo e mondiale. L’ex allenatore del Liverpool, ora coordinatore delle attività calcistiche del gruppo Red Bull, ha glissato ai microfoni di MagentaTv.
“Capisco che, quando si parla del commissario tecnico della Germania, venga fatto il mio nome. Ma non è il momento giusto per parlarne, soprattutto non con me” per poi aggiungere “Oggi la Germania è stata eliminata e non è il momento in cui penso alla figura di Jürgen Klopp“.
Julian, guarda Gattuso: le dimissioni dopo il tracollo azzurro

In Italia la mente non può non andare a Gennaro Gattuso. Certo, lui nemmeno ci è andato al Mondiale, eliminato dalla Bosnia ai play off ma la scelta dell’ex CT è stata completamente differente. Dimissioni quasi repentine, per una scelta di chi sa come oltre il fallimento non ci possa essere null’altro se non tirarsi indietro.
Di Gattuso si possono criticare senza dubbio le sua capacità di guidare una Nazionale ma dal punto di vista morale non può ricevere insegnamenti. Anzi. Uomo tutto d’un pezzo come lo era in campo, si è assunto le sue responsabilità, ha alzato i tacchi ed è andato via in Italia, un Paese dove c’è una certa allergia alle dimissioni.
Ecco, nella austera Germania, lì dove nulla viene perdonato, magari il buon Julian può ritrovare la trebisonda. Da Berlino può chiamare il collega Gennaro, oggi allenatore della Lazio, e farsi spiegare nel dettaglio i passi da compiere dopo un fallimento. Per ulteriori informazioni, chiedere anche a Clarke, CT dimissionario della Scozia che non doveva certo vincere il Mondiale.