Fabian Ruiz a Napoli veniva deriso. Finirà in classifica al Pallone d’Oro

Fabian fu bollato come: lento, macchinoso, bidone sopravvalutato. Quando lo osservo, non vedo algoritmi ma poesia

Fabian Ruiz a Napoli veniva deriso. Finirà in classifica al Pallone d’Oro

Argentina's forward #10 Lionel Messi and Spain's midfielder #08 Fabian Ruiz fight for the ball during the 2026 World Cup football tournament final match between Spain and Argentina at the New York/New Jersey Stadium in East Rutherford on July 19, 2026. (Photo by FRANCK FIFE / AFP)

Fabian Ruiz da Pallone d’Oro? Calma, ma nemmeno troppa

Due Champions League e un Mondiale in bacheca, e pensare che a queste latitudini c’era chi gli dava del pacco. D’altronde, il giornalismo sportivo di casa nostra è spesso una rendita di posizione: c’è chi occupa la cattedra per diritto di firma e chi la competenza non sa nemmeno dove stia di casa.

Fabian Ruiz

L’andaluso, preteso a Napoli da Carlo e Davide Ancelotti, finì dritto nel tritacarne. Non era una critica tecnica, era una crociata ideologica contro il tecnico e suo figlio. Risultato? Fabian fu bollato nell’ordine come: lento, macchinoso, bidone sopravvalutato. Insomma, un pacco da rifilare al primo malcapitato. Un giocatore che, a chi ama davvero il pallone, faceva venire i brividi ogni volta che accarezzava la sfera col sinistro, trattato alla stregua di un ferro vecchio.

Quando lo guardo giocare, non vedo algoritmi ma poesia

Guarda caso, è finito al Paris Saint-Germain dove ha fatto incetta di trofei da protagonista. Ma niente: i soloni della lavagna tattica, quelli che guardano 90 minuti di poesia e ci vedono solo la matematica, continuavano a storcere il naso. Io, quando guardo Fabian Ruiz, non vedo algoritmi: vedo la sublime e disarmante semplicità di un giocatore semplicemente forte.

fabian ruiz euro2024

Se oggi abbiamo il coraggio di scorrere all’indietro i social e rileggere certi archivi, ci sarebbe da vergognarsi. Siamo stati capaci di mortificarne il gioco, di paragonarlo a meteore da Serie C, trasformando in barzelletta le mire opinionistiche di chi, tra radio, tv e carta stampata, deve pur inventarsi un bersaglio quotidiano per aizzare la pancia del tifoso. Alla fine, però, il campo riscuote sempre i debiti. E la classe, piaccia o no ai matematici del pallone, risponde sempre presente. Goditela tutta Fabian, la tua carriera è semplicemente quella di un predestinato che noi, orgogliosamente, abbiamo visto indossare la nostra casacca. Alla faccia di chi guarda il calcio, parla e scrive, ma crede di essere a MasterChef.