È Sinner la droga del tennis italiano. Senza di lui, Cobolli sarebbe un eroe (nonostante la sconfitta oggi a Wimbledon)

Sembra una delusione la sconfitta del romano. Ma se escludiamo Sinner, chi ha giocato nello stesso anno finale a Parigi e quarti a Wimbledon? Stiamo vivendo una magnifica alterazione della realtà

È Sinner la droga del tennis italiano. Senza di lui, Cobolli sarebbe un eroe (nonostante la sconfitta oggi a Wimbledon)

Dc Roma 12/05/2026 - Internazionali BNL d’Italia / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Jannik Sinner

Finale a Parigi e quarti a Wimbledon nello stesso anno, quanti lo hanno fatto?

Flavio Cobolli va a casa. Battuto nettamente in tre set dall’inglese (ma anche francese) Fery che peraltro lo aveva già battuto al primo turno degli Australian Open 2026. Anche allora tre set a zero. Come oggi. Il terzo è finito addirittura 6-0.

Cobolli va a casa ed è una delusione. Eppure basterebbe fermarsi a fare un giochino: come sarebbe stato trattato il tennista romano se non ci fosse stato Jannik Sinner? Finale a Parigi e quarti a Wimbledon nello stesso anno. Se togliamo Sinner, per un risultato del genere forse si deve tornare a Pietrangeli. Altrimenti niente. Per restituire la cifra del tennis italiano prima dell’avvento dell’extraterrestre.

Cobolli

È Sinner che spazza via l’impresa di Cobolli

Sì è vero che il suo arrivo sulla scena è stato preceduto da Matteo Berrettini che a Wimbledon ha giocato una finale e un’altra volta ha sprecato una grande chance per colpa del Covid (dovette rinunciare al torneo). Ma Sinner ha spazzato via tutto e tutti. Non c’è un termine di paragone che regga nella storia del tennis italiano. Mai un italiano aveva vinto gli Us Open. Ma gli Australian Open. Mai Wimbledon. Mai numero uno del mondo. E potremmo proseguire all’infinito.

Tutto questo per dire che Flavio Cobolli sta disputando un 2026 stellare. È numero 10 del mondo. Ha giocato la finale del Roland Garros e l’ha persa al quinto set contro Zverev. Poi a Wimbledon ha confermato i quarti di finale dello scorso anno. Sì, dodici mesi fa ha perso da Dojokovic e oggi da Fery. Succede. Qui Panatta ai quarti perse da Pat Dupre. Senza Sinner, il romano romanista sarebbe acclamato. Essere nella top ten è successo a pochissimi tennisti azzurri.

La nostra droga si chiama Sinner. Un marziano che fa notizia solo quelle rarissime volte in cui esce sconfitto dal campo. Ma il baricentro storico del tennis italiano è lontano mille miglia da lui.