Dietro Pirlo c’è De Rossi, la Nazionale delle relazioni: in Italia si fa per carriera per conoscenza

Maldini e Leonardo vogliono Pirlo. Ma spunta anche Danielino. È sempre la solita storia. La parola d'ordine è: "fatti vedere in giro". In Italia il curriculum è un dettaglio irrilevante

Dietro Pirlo c’è De Rossi, la Nazionale delle relazioni: in Italia si fa per carriera per conoscenza

Gc Varsavia (Polonia) 28/06/2012 - Euro 2012 / Germania-Italia / foto Giuseppe Celeste/Image Sport nella foto: Daniele De Rossi-Andrea Pirlo

La Nazionale delle relazioni: “fatti vedere in giro”

Guardiola sembra un’idea difficile da concretizzare. Per la Nazionale sono due i nomi. Andrea Pirlo incredibilmente favorito, e Daniele De Rossi vita da predestinato che ha estimatori un po’ ovunque. Ora allena il Genoa. La stampa lo esalta da sempre.

Di Marzio continua a sostenere che Mancini sarebbe il favorito.

A Repubblica non la pensano così e scrivono che Pirlo consentirebbe alla Figc di risparmiare rispetto agli stipendi di Conte e Mancini (per non parlare di Guardiola. Sarebbe una figura meno ingombrante. Molto meno ingombrante, aggiungiamo. Ma non si capisce perché la Nazionale debba avere una figura poco ingombrante. Allora in Germania sono scemi che hanno preso Klopp? Come al solito in Italia contano le relazioni, non il curriculum. Si fa carriera per amicizia, per conoscenza. Il principio base è: “fatti vedere in giro”. Colazioni, brunch, apericena. Farsi vedere è il vero lavoro. Una faticaccia. Da noi non ci si affida mai ai risultati. La prossimità è la parola d’ordine. Devi tessere relazioni. Fatti sentire, un whatsapp, un messaggio, un complimento. O una porzione storica di vita vissuta insieme. Scopigno, per dirne uno, non avrebbe avuto chance. Ma nemmeno Osvaldo Bagnoli. Certo anche Mancini gioca a calcetto con Malagò ma almeno ha vinto un Europeo. Però il concetto di base resta.

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Perché Maldini e Leonardo vogliono Pirlo

Pirlo sarebbe protetto da Leonardo e Maldini. Mah. Repubblica scrive che c’è stato più di un contatto e che ovviamente Pirlo lascerebbe immediatamente Dubai (dov’era andato ad allenare in Serie B) per rientrare in Italia. Non avrebbe preso un jolly, di più. Il sei al Superenalotto della sua carriera.

Repubblica fa il nome di un altro eroe del 2006: Daniele De Rossi, per alcuni ancora Danielino. È incredibile come la generazione 2006 continui a godere di consensi pur avendo partorito una generazione di allenatori che possiamo serenamente definire mediocre. De Rossi, va detto, è rimpianto anche a Roma, anche se per motivi romantici. Sarebbe più corretto dire: era rimpianto, prima che Gasperini ingranasse.

“Ripartire da un reduce del Mondiale 2006, una suggestione che si fa largo negli ambienti federali”.

Mancini è ancora convinto di avere chance. Conte e Pioli decisamente meno.