De Laurentiis vuole che l’aziendalista Allegri gli valorizzi il mercato dello scorso anno
È davvero tutta da buttare la campagna acquisti dello scorso anno? Aziendalista non è una cattiva parola. Allegri è uno dei pochissimi allenatori che sanno come ci si comporta in un'azienda. Repubblica: la parola d'ordine è continuità

Db Milano18/02/2026 - campionato di calcio serie A / Milan-Como / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Massimiliano Allegri
Allegri aziendalista non è un’offesa
È stato sottovalutato l’aziendalismo di Allegri nella scelta di Aurelio De Laurentiis. Aziendalismo non è un’offesa. Allegri è uno dei pochissimi allenatori che sanno come ci si comporta in un’azienda, che non rilasciano mai dichiarazioni che possano danneggiare il datore di lavoro. È una dote quasi unica nel mondo del calcio, soprattutto italiano. Fu lo stesso livornese a definirsi così. De Laurentiis ad Allegri chiede innanzitutto questo. Di valutare La Rosa extra large del Napoli. Rosa extra-large e che è costata anche molto, troppo alle casse del club.
Non a caso Repubblica rimarca che la parola d’ordine del nuovo ciclo è continuità.

Lang, Lucca, Beukema non possono essere recuperati?
Scrive Marco Azzi:
“Il presidente si aspetta che il successore di Conte riesca a rimanere molto in alto e gli ha chiesto innanzitutto di valorizzare al massimo l’organico, recuperando alla causa soprattutto gli illustri bocciati della precedente stagione: come Lang, Lucca e Rafa Marin. I due bilanci consecutivi in passivo sconsigliano del resto follie sul mercato”.
Meglio valutare i calciatori una settimana in più che una in meno. Davvero da Lucca, Lang e Beukema non si può estrarre qualcosa in più rispetto a quanto emerso lo scorso anno?
Bisogna vedere cos’accadrà con De Bruyne e Lukaku i calciatori che pesano di più sul bilancio del Napoli.
Repubblica dà in uscita Milinkovic-Savic e probabilmente pure Frank Anguissa che non ha voluto firmare il rinnovo.
Difficile però che si arrivi a Rabiot.