Bari non sopporta più i De Laurentiis: “Definirono la promozione in Serie A un rischio aziendale”

L'intervista al penalista Sassanelli a Repubblica Bari disvela il clima che si respira in città: "Il Bari è sempre stato servente rispetto al Napoli. De Laurentiis paventò anche l'ipotesi di far morire la società"

Bari non sopporta più i De Laurentiis: “Definirono la promozione in Serie A un rischio aziendale”

Mc Roma 13/09/2023 - photocall serie Tv ‘Vita da Carlo’ seconda stagione / foto Mario Cartelli/Image nella foto: Luigi De Laurentiis-Aurelio De Laurentiis

Il clima che si respira in città

L’aspetto per certi versi più interessante dell’inchiesta della Procura di Bari (qui la difesa della famiglia De Laurentiis) sulla presunta bancarotta del Bari Calcio dei De Laurentiis e sulla presunta distrazione di fondi per quel che concerne la plusvalenza di Caprile, è il background cittadino. A Bari diciamo che detestano i De Laurentiis, si sentono ostaggio di questa proprietà che peraltro li ha platealmente fatti sentire subalterni rispetto a Napoli. È in questa cornice a nostro avviso che va inserita l’inchiesta della Procura (che vedremo a cosa porterà).

Clima che si evince dall’inchiesta che Repubblica Bari fa al penalista Gaetano Sassanelli portavoce del comitato dei garanti del Bari.

Ne riportiamo qualche stralcio.

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Bari non sopporta i De Laurentiis perché li trattano da seconda squadra

Avvocato Gaetano Sassanelli, lei è portavoce del comitato dei garanti. Qual è il destino del Bari?
“Tutto dipende da quello che intende fare la proprietà. Stando al decreto della procura — al quale fino a prova contraria noi dobbiamo credere, fatte salve, la presunzione di non colpevolezza e la possibilità che i De Laurentiis dimostrino che la situazione contabilmente è diversa da quella prospettata — gli scenari sono limitati. O loro decidono di ripianare personalmente con un piano di risanamento, e quindi chiedendo un concordato in continuità aziendale, che blocchi qualsiasi iniziativa di fallimento. Mettendo mano al portafogli o decidendosi a cedere a terzi la proprietà e quindi con garanzie questa volta offerte da terzi. Questo è un po’ più difficile, perché immagino che i terzi vorranno un po’ di tempo per verificare se vale la pena investire qualcosa. La terza ipotesi, come paventò Aurelio De Laurentiis qualche tempo fa, è di lasciar morire la società, in modo da perdere il titolo sportivo. Il che significa ricominciare da zero”. Ossia dalla Serie D, ovvero laddove la rilevò De Laurentiis.

L’avvocato dichiara che “ora temo fortemente che si possa andare incontro a un fallimento”.

L’ultima domanda è sul concetto di “seconda squadra” per i De Laurentiis.
Esiste la possibilità che decidano di risanarla?
“Le potenzialità le hanno. Ma finora non hanno ritenuto di impiegare le loro risorse sul Bari, che è sempre stato servente rispetto alle finalità sociali del Napoli calcio. Tant’è vero che la promozione in A è stata definita addirittura un rischio aziendale”.