De Laurentiis indagati a Bari per il caso Caprile: l’accusa è bancarotta per distrazione, distratti fondi al Bari

Caprile è stato ceduto al Napoli per 2,2 milioni di euro, senza alcuna partecipazione del Bari all’eventuale plusvalore. Poi è stato venduto al Cagliari per 8 milioni, realizzando – secondo gli inquirenti – una plusvalenza da 7 milioni di cui avrebbe dovuto beneficiare anche il Bari

De Laurentiis indagati a Bari per il caso Caprile: l’accusa è bancarotta per distrazione, distratti fondi al Bari

Mc Roma 13/09/2023 - photocall serie Tv ‘Vita da Carlo’ seconda stagione / foto Mario Cartelli/Image nella foto: Luigi De Laurentiis-Aurelio De Laurentiis

Il caso è Caprile

C’è il portiere Caprile al centro della inchiesta della Procura di Bari e della Guardia di Finanza sulla famiglia De Laurentiis per bancarotta fraudolenta. Ci sono perquisizioni nelle sedi di Bari, Napoli, Filmauro.

L’inchiesta è coordinata dal procuratore della Repubblica di Bari, Roberto Rossi, ed è condotta dai finanzieri del Comando provinciale del capoluogo pugliese.

Al centro dell’inchiesta c’è la vicenda Caprile. Il portiere fu acquistato nel 2002 dal Bari ed era di proprietà del Leeds.

Cagliari

L’accusa è aver distratto fondi al Bari

Nel luglio 2023, Caprile venne ceduto al Napoli per 2,2 milioni di euro. Ma – questa è l’accusa – senza che il Bari ottenesse la partecipazione all’eventuale plusvalore. Caprile, dopo due stagioni al Napoli, fu poi venduto al Cagliari per 8 milioni, realizzando – secondo gli inquirenti – una plusvalenza da 7 milioni di cui avrebbe dovuto beneficiare anche il Bari.

In questo modo i De Laurentiis avrebbero realizzato, in concorso tra loro, il reato di bancarotta per distrazione, sottraendo al Bari un significativo asset in un momento in cui la società biancorossa era già caratterizzata “da perdite sistemiche e consistente deficit patrimoniale”. A entrambi i De Laurentiis (Aurelio e il figlio Luigi) viene contestato anche il reato di bancarotta fraudolenta impropria da operazioni dolose, perché nel 2021 avrebbero coperto un buco da 7 milioni e mezzo, proseguendo poi l’attività societaria “in conclamato squilibrio”. Negli anni tra il 2019 e il 2025 le perdite hanno raggiunto quota 30 milioni.