Più che i Mondiali, guardiamo gli highlights dei Mondiali

Il Telegraph: ci interessano solo i momenti clou, come per la narrazione del calciomercato. Calcio e calciomercato sono sempre più simili

Più che i Mondiali, guardiamo gli highlights dei Mondiali

Mg New York (Stati Uniti) 16/06/2026 - Mondiali di Calcio 2026 / Francia-Senegal / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: esultanza gol Kylian Mbappe'

Tutti parlano scrivono e leggono del Mondiale. Ma chi l’ha visto davvero? Per intero, intendiamo. Partite da 90 minuti più recupero, come ai bei vecchi tempi. Qualcuno c’è, ma la maggior parte, sta ammirando le gioie e il divertimento del Mondiale per highlights: la nuova vera grande forma che ha preso il calcio nel suo consumo. Sul Telegraph Jim White scrive per esempio che “il riassunto quotidiano della BBC con i gol, le parate e i cartellini rossi della sera precedente è stato scaricato più di 11 milioni di volte, già più del doppio delle interazioni registrate durante l’intero ultimo Europeo”.

“In questi tempi di proliferazione mediatica, non ha senso fingere che qualcuno possa arrivare a fine giornata senza scoprire cosa è successo durante la notte. Nessuno ci proverebbe nemmeno durante questi Mondiali. E non solo perché non esiste un programma serale con gli highlights da guardare senza spoiler. In parte ciò è dovuto alla differenza di fuso orario. Ma è anche la prova di come stia cambiando il modo in cui si consuma il calcio. Per molti, la partita è diventata nient’altro che una serie di istantanee viste su uno schermo portatile”.

Le azioni viste sui social non sono il calcio

“Durante il periodo del calciomercato, i social media sono inondati di pettegolezzi e voci, spesso trasmesse con quel tipo di conoscenza approssimativa sui potenziali acquisti che si ricava dai video di highlights su YouTube. E questo approccio sta rapidamente avendo un effetto drammatico sul modo in cui i tifosi reagiscono: le azioni viste sui social media sono ciò che la gente pensa sempre più essere il calcio”.

“La nostra crescente ossessione per gli highlights – continua – offre un impatto immediato, senza sfumature. Esultiamo per il gol di Lamal, ma non abbiamo idea dell’infinita serie di tiki-taka a centrocampo che lo ha preceduto e seguito. Così ci abituiamo a desiderare non la tensione della costruzione dell’azione, ma l’esplosione del risultato”.