La notte della Qataranta: l’Italia è fuori dai Mondiali. Gattuso su una petroliera diretta a Hormuz

Finisce malissimo anche il Mondiale parallelo: battuti dal Qatar 2-0, non passiamo nemmeno tra le migliori terze. Gli Azzurri andranno al Quirinale ma Mattarella non aprirà

La notte della Qataranta: l’Italia è fuori dai Mondiali. Gattuso su una petroliera diretta a Hormuz

Immagine prodotta con l'Ai

Una formalità, dicevano. “Basta un pareggio”: la frase più letale nella storia Repubblicana, subito dopo “sono sereno, aspetto che la giustizia faccia il suo corso”. Ma l’Italia doveva aggiornare la sua lista di carnefici esotici e quindi eccola sbriciolarsi in mondovisione con il Qatar: 2-0. Dopo i coreani e i macedoni, ora nientemeno i qatarioti. L’Italia è fuori dal Mondiale, pure stavolta che era riuscita chissà come ad entrarci. Dopo il cappottone svizzero – lo Svizzeraizo – è arrivata una nuova coniugazione della stessa figuraccia. Nemmeno tra le migliori terze di questo Mondiale all inclusive, la Nazionale riesce a passare oltre. Siamo scarsi in tutte le realtà alternative possibili, questa è la verità.

Akram Afif come Pak Doo-ik

Mettersi in ridicolo in modi sempre inediti è un duro lavoro – the real italian job – ma anche un talento raro. Nessuno deflagra come noi. Perché il Qatar è l’apice del percorso evolutivo della nostra sfiga agonistica: abbiamo passato decenni a perfezionare l’arte dell’eliminazione surreale. Il dentista di Middlesbrough, Pak Doo-ik, lo sguardo di Byron Moreno; “è l’apocalisse” disse Tavecchio nel 2017 dopo lo 0-0 con la Svezia a San Siro. Ma l’apocalisse è now, quella di prima era solo un trailer.

Non c’è più la rabbia del ’66, né l’indignazione del 2002. C’è solo una stanca e rassegnata accettazione, un nichilismo cosmico. Davanti ai gol di Akram Afif e Almoez Ali (la cronaca ve la risparmiamo, per carità), il telespettatore italiano medio non ha più tv da spaccare: sbuffa, al massimo. “Vabbè, ma su Netflix hanno messo la nuova stagione di Mare Fuori?”. Guarda e passa. Perché c’è già passato.

Gattuso Italia

“Avevo visto partire il tiro del 2-0, ma in quel momento sul maxischermo dello stadio è passata la pubblicità di un resort a Dubai con lo sconto del 20% per i calciatori eliminati, e mi sono distratto”, dirà poi Donnarumma ai microfoni di Rai Sport, mentre Adani veniva aviotrasportato in condizioni critiche al più vicino nosocomio (prima di essere rifiutato dalla sanità Usa perché senza assicurazione, peraltro).

Un calcio cinico che non ci appartiene

“Il Qatar ha solo avuto la fortuna di tirare in porta. Per ben due volte, poi! È un calcio cinico che non ci appartiene. Basta con questa mania del risultato”, ha dettato alle agenzie il neo-ri-ri-ri-ri-rieletto presidente federale Gravina VI. “Faceva troppo caldo, poi troppo freddo a causa dell’aria condizionata degli stadi nordamericani. I ragazzi sono stati eroici. Barella ha preso il cimurro, per la madrepatria. Eran pronti alla morte. E poi l’avete visto il campo? Perfetto per una corsa di cammelli, e infatti loro ci sono andati a nozze”.

Mentre sui social trionfa l’hashtag #TuttiOut, si sono perse le tracce di Gattuso. Tre fonti anonime hanno detto al New York Times di averlo visto imbarcarsi su una petroliera diretta a Hormuz.

 

Azzurri al Quirinale, ma Mattarella non apre

In Italia intanto preparano il cerimoniale per il ritorno a casa degli Azzurri. Non ci sarà il tradizionale lancio di pomodori all’aeroporto. Oggi, con l’inflazione e il caro spesa, al massimo ti tirano una mezza zucchina biologica con l’elastico: poi se la riprendono per farci il minestrone. La squadra salirà al Quirinale sabato, ma troverà chiuso. Mattarella ha già fatto sapere che ha judo. I corazzieri hanno l’ordine di attuare il protocollo testimoni di Geova.

Dopo, la Nazionale sfilerà per tutto il Paese su un bus dell’Atac scoperto, anche in autostrada, per un tour della vergogna che dovrebbe toccare le principali piazze italiane – il Piangigiro – che si chiuderà in Salento con La Notte della Qataranta: al posto della pizzica, i giocatori si esibiranno in danze convulse per esorcizzare il trauma mentre saranno morsi dai ragni offerti dalla proloco.

È una lezione morale e insieme fisica, quella inferta all’Italia e agli italiani. La teoria delle stringhe teorizza la possibilità che da qualche parte, in un tempo e in uno spazio altro, la Nazionale possa davvero arrivare in fondo al Mondiale. Un posto inimmaginabile in cui Retegui sfida per la classifica cannonieri Mbappé, Haaland, Kane e Messi. Ma non c’è multiverso che tenga, davanti alla scarsezza dell’Italia. Le dimensioni parallele si incontrano sempre, da noi: è la geometria variabile dell’inadeguatezza. S’è arreso pure Euclide. In quest’intersezione fatale finisce anche l’altro Mondiale dell’Italia: l’unico warmhole che conosciamo è la sconfitta.