Mertens: “De Bruyne? Fossi in lui, resterei a Napoli. Passare da Manchester a Napoli ti cambia la vita”
Alla Gazzetta: "Di Napoli non cambierei niente, ha cose brutte ma anche quelle ti fanno innamorare. L’urlo di Maradona nella telecamera nel ‘94 mi impressionò."

Dries Mertens (L) and Kevin De Bruyne of Belgium celebrates after scoring a goal during the UEFA Euro 2020 Qualifier between Russia and Belgium on November 16, 2019 in Saint Petersburg, Russia. (Photo by Igor Russak/NurPhoto) (Photo by Igor Russak / NurPhoto / NurPhoto via AFP)
La telefonata dello scorso anno con De Bruyne
Dries Mertens è Belgio ma è anche Napoli. Napoletano adottivo. Si è integrato perfettamente a Napoli, la Gazzetta lo intervista per parlare del Belgio che stasera (alle 21) esordisce ai Mondiali contro l’Egitto di Salah. E per parlare anche di Napoli e di De Bruyne. Dries racconta la telefonata dello scorso anno con Kdb e gli consiglia di rimanere in azzurro.
De Bruyne un anno fa firmò per il Napoli e si scrisse che, prima di venire, aveva chiamato Mertens. Come andò?
“Mi chiamò e non mi sbilanciai, volevo che la decisione fosse sua. Gli ho solo detto che Napoli è uno spettacolo, una città bellissima in cui ci si diverte. Diciamo che passare da Manchester a Napoli ti cambia la vita…”.
E ora che ci sono voci sul possibile addio… che cosa gli diciamo?
“Io gli direi di restare, perché può ancora fare la differenza. In questa prima stagione ha avuto problemi fisici, ma all’inizio era andato forte”.

Mertens: “L’urlo di Maradona nella telecamera nel 94 mi impressionò”
Se dovessimo cambiare una cosa di Napoli, che cosa sarebbe?
“Nulla, Napoli va presa com’è, ha cose brutte ma anche quelle ti fanno innamorare”.
Il compagno più scarso di sempre?
“Tanti erano scarsi… (e ride) Dai, ne dico uno simpatico, così non si offende: Pavoletti era fortissimo di testa ma con i piedi era scarso”.
Il Mondiale richiama per tutti i ricordi d’infanzia, giusto?
“L’urlo di Maradona nella telecamera nel ‘94 mi impressionò. Diego era forza e personalità”.