Marquez: “Non vivo a Montecarlo perché è giusto che paghi le tasse in Spagna”

Alla Gazzetta: "Stando da sempre in Spagna ho la metà di quello che potrei avere, ma se avessi il doppio non mi cambierebbe la vita. Chi ha di più deve pagare di più"

Marquez: “Non vivo a Montecarlo perché è giusto che paghi le tasse in Spagna”

Psz Goiania (Brasile) 22/03/2026 - gara Motogp / foto Psnewz/Image Sport nella foto: Marc Marquez

Marc Marquez s’è preso la Ducati in tutti i sensi possibili. Ci ha vinto un Mondiale, ha estromesso (dal prossimo anno) Bagnaia, ha “costretto” i tifosi italiani della MotoGp a tifare per lui (parecchio di malavoglia, e quando smetterà ha già un accordo per diventare ambassador del marchio nel mondo. Era pur sempre (e resta) l’acerrimo nemico di Valentino Rossi. Per cui ora da quel pulpito ora predica. E per esempio alla Gazzetta Dello Sport fa la morale a tutti i super-sportivi con residenza a Montecarlo (Sinner vi dice qualcosa?). Va ricordato che Valentino Rossi ha avuto problemi enormi (poi risolto pagando) con il fisco italiano.

“Adesso io vivo a Madrid. Ad Andorra ho avuto casa per quasi quattro anni, ma non ci ho mai abitato davvero e non ci ho mai pagato le tasse. Perché alla fine Cervera da Andorra è a un’ora di macchina, in pratica lassù ci tenevo solo gli sci. Stando da sempre in Spagna ho la metà di quello che potrei avere, ma mi sono sempre fatto delle domande. Se avessi il doppio, mi cambierebbe la vita? La risposta era no. Se in banca avessi il doppio, cambierebbe il mio stile di vita? La risposta continuava a essere no. Credo che ci sia un senso di giustizia, un senso civico: chi ha di più deve pagare di più. Con dei limiti, eh…”.

Faccia da poker

Marquez dice che ora è “in un momento in cui non ho più dolore. E allora posso cercare il divertimento. A patto di non darmi obiettivi troppo alti. Mi rendo conto che, se avessi sempre aspettative di vittoria, mi provocherei un altro tipo di sofferenza. Che voglio evitare. Sono contento di poter sfruttare al meglio tutte le possibilità che ho, e ancora di più di sapere che lo farò ancora nei prossimi due anni”.

E che ha una gran faccia da poker: “Giuro che non ci ho mai giocato. Ma è vero che, se lo facessi, non avrei bisogno degli occhiali da sole: tanto non lo capisci quello che sto pensando. Il problema è che certe volte non lo so bene nemmeno io”.

Valentino rossi marquez Tardozzi

Se non avesse fatto il pilota, avrebbe fatto il medico: “La gente vede come eroi noi piloti o altri atleti. I miei eroi sono i medici, quelli che lavorano in ospedale. Forse perché in tutti questi anni ne ho visti talmente tanti… Non ne avrei la capacità, ma mi piacerebbe essere uno di quelli che salva la vita alla gente”.

“Valentino il più forte di tutti”

L’avversario più forte? “Quando sono arrivato nel Mondiale, il più forte era Lorenzo, perché era il migliore in quel momento. Però in pista c’era anche Valentino che, in assoluto, lo dicono i numeri, è stato più bravo di Lorenzo”.

Solo che poi Marquez dice che una volta smesso con le moto… “potrei provare con le macchine, magari sarei un po’ bravo, non lo so, di sicuro non sarei mai un Hamilton o un Verstappen”. O Valentino Rossi…