Marotta e la Marotta League: “C’è troppa cultura del sospetto e dell’invidia”

Alla Gazzetta: "Sui social abbondano quei leoni della tastiera che non sanno nulla delle persone di cui parlano e del percorso che queste persone hanno fatto. Si mette solo fango nel ventilatore"

Marotta e la Marotta League: “C’è troppa cultura del sospetto e dell’invidia”

Db Riyadh 19/12/2025 - Supercoppa Italiana / Bologna-Inter / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Giuseppe Marotta

L’inchiesta della Procura di Milano è finita nel dimenticatoio

Beppe Marotta che parla (anche) della Marotta League, ossia delle accuse che l’Inter sia diventata la nuova Juventus di Moggi che spadroneggia nel calcio italiano. Anche perché – tra le altre cose – c’è stata e ci sarebbe ancora un’inchiesta della procura della Repubblica di Milano. Inchiesta di cui oggi non si sa più nulla: finita nel dimenticatoio. Con la Procura che aveva messo nero su bianco di appuntamenti e incontri per apparecchiare arbitraggi graditi all’Inter. Sparita nel nulla. E nel chiacchiericcio social in questi mesi è andato fortissimo il video con cui Marcello Viola procuratore capo della Procura di Milan parla con orgoglio del proprio interismo. Chiaramente i social sono il brodo di cultura del complottismo, questo da sempre. Ora va molto più forte Garlasco rispetto alla Marotta League. Che però ieri ha avuto un ritorno di fiamma con il calendario della Serie A: i social sono stati inondati da accuse sull’avvio che sarebbe stato molto soft per i nerazzurri. Insomma ogni giorno c’è chi lancia accuse su Marotta nuovo Moggi.

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Marotta: “Si mette solo fango nel ventilatore”

La Gazzetta oggi intervista il presidente dell’Inter e gli pone la domanda:

Cosa risponde a chi parla di MarottaLeague?

Marotta: “Grazie per questa domanda. Penso che sui social abbondino quei leoni della tastiera che non sanno nulla delle persone di cui parlano e del percorso che queste persone hanno fatto. Si fa in fretta a giudicare senza conoscere. Così si mette solo fango nel ventilatore”.

Enzo Ferrari sosteneva che in Italia si perdonano anche i ladri e gli assassini, ma non si perdona chi ha successo.

“C’è troppa gente che non sa accettare la sconfitta, vittima della cultura del sospetto e dell’invidia”.

La terza domanda che ci ha colpito è quella sulla fede in Dio. Lei crede in Dio? Dove e quando lo ha incontrato?

“Certo, vengo da una famiglia molto cattolica e lo sono a mia volta. Ho passato momenti davvero brutti all’epoca del Covid, mi sono anche trovato con la maschera dell’ossigeno… Ma non credo al Dio che fa i miracoli su richiesta. Il mio Dio è quello degli oratori e dei solidi principi di vita. Un Dio che mi dà forza ed equilibrio”.

Marotta parla di Recoba, Bersellini, ricorda Italo Allodi che diceva “il calcio è l’unico mondo in cui un muratore può diventare architetto il giorno dopo”. Ed è ancora così, aggiunge Marotta. Nulla sull’attualità se non un passaggio su Palestra che piace molto all’Inter.