L’arbitro Omar Artan rispedito in Somalia: “La Fifa doveva prevedere i problemi sull’immigrazione negli Stati Uniti”
Avrebbe dovuto dirigere ai Mondiali. E' stato interrogato undici ore a Miami, perché omonimo di un leader terrorista. Il NY Times si augura che venga comunque pagato: "Nelle casse della Fifa dovrebbe esserci denaro più che sufficiente".

Omar Artan looks on during the AFCON Group F match between Gabon and Ivory Coast at Marrakech stadium, Marrakech, Morocco on December 31, 2025. (Photo by Ulrik Pedersen/NurPhoto) (Photo by Ulrik Pedersen / NurPhoto / NurPhoto via AFP)
Gli arbitri di tutto il mondo hanno mostrato solidarietà per il fischietto somalo Omar Artan, dopo quanto accaduto negli Stati Uniti. Interrogato per undici ore e tenuto in stato di fermo a Miami, dove avrebbe dovuto arbitrare per i Mondiali, il direttore di gara è stato rispedito a casa perché è omonimo di un leader del gruppo terroristico Al Shabab.
L’arbitro somalo Artan non potrà dirigere gare ai Mondiali
Athletic, il portale sportivo del New York Times, scrive di quanto sia complicato il percorso degli arbitri rispetto a quello dei calciatori e fa l’esempio dell’Inghilterra, dove occorrono quasi vent’anni dall’esordio fino all’ingresso nella lista degli arbitri internazionali (“Si può diventare neurochirurgo in meno tempo“).

Artan è riuscito a scalare le gerarchie più rapidamente, poiché proveniente da un Paese più piccolo dell’Inghilterra, ovvero la Somalia, anche se non è ancora sicuro che riceva il compenso che avrebbe guadagnato partecipando ai Mondiali. “Nelle casse della Fifa dovrebbe esserci denaro più che sufficiente“, punge Athletic. Inoltre, l’agenzia statunitense Customs and Border Protection (Cbp) potrebbe difendere la decisione di negargli l’ingresso negli Stati Uniti e, a tal proposito, Andrew Giuliani, direttore della Casa Bianca, ha dichiarato alla Bbc di ritenere corretta la scelta del Cbp:
La Fifa avrebbe potuto prevedere il problema, viste le politiche del governo statunitense in materia di immigrazione e, in particolare, nei confronti dei cittadini somali. Artan è l’arbitro africano con il punteggio più alto nelle valutazioni internazionali.
Anche in Messico e Canada, dove sono più indulgenti, il direttore di gara avrebbe avuto problemi, in quanto Artan è stato escluso dalla competizione in modo generale, non solo dagli Stati Uniti, come da regolamento. L’unica speranza che resta è poter vedere l’arbitro somalo tra quattro o otto anni, ai prossimi Mondiali.