La stampa tedesca sfotte l’Italia: “In spiaggia a parlare del Milan invece dei Mondiali, che tristezza”

Il viaggio di Kicker notti poco magiche dell'Italia fuori dai Mondiali: "In Rai vedono pure il fantasma di Steve Jobs allo stadio"

La stampa tedesca sfotte l’Italia: “In spiaggia a parlare del Milan invece dei Mondiali, che tristezza”

Italy's headcoach Gennaro Gattuso hugs Italy's forward #15 Francesco Pio Esposito and Italy's midfielder #14 Niccolo Pisilli after winning the play-off FIFA World Cup 2026 European qualification semi-final football match between Italy and North Ireland at the Gewiss stadium in Bergamo, on March 26, 2026. Stefano RELLANDINI / AFP

Noi guardiamo loro che giocano, e loro sbirciano noi che non giochiamo. L’Italia fuori dal Mondiale ma dentro un’acquario: poveri, come se la staranno vivendo quest’assenza? E così il tedesco Kicker ha mandato un inviato a Firenze (o magari era in ferie già di suo, vai a sapere) per raccontare da qui com’è starne fuori, dai Mondiali. Per la terza volta di fila, poi. Ovviamente ne vien fuori un pezzo di colore, abbastanza ironico. Ci sfottono, e come fai a prendertela.

Se vuoi davvero guardare i Mondiali, scrive, meglio una birra a casa “davanti alla Rai, la tv pubblica, il cui commentatore ha visto il defunto Steve Jobs tra il pubblico durante una partita. Forse non si meritava di meglio. La Rai mostra solo 35 partite, perché Dazn si è assicurata i diritti per l’intera Coppa del Mondo, e ora sottoscrivere un abbonamento extra senza gli Azzurri? Ma anche no”.

Anche su Kicker torna il tormentone della “intera generazione è cui è stata rubata l’esperienza Italia ai Mondiali. Ora guardano TikTok e di tanto in tanto gli highlights, i gol di Yamal e Messi e Haaland e Mbappé. Altrimenti sembrano sospettosi, come se si provenisse dall’epoca prima dell’invenzione della ruota, quando la malinconia ti tiene stretto a “Notti magiche”.

Baggio

La vittoria della Ferrari, ormai rara come l’Italia ai Mondiali

Oliver Birkner dunque scrive che “Mondiali e Italia erano socializzazione, erano ovunque – al lavoro, dopo la chiusura dell’ufficio, in spiaggia, fuori nel parco o, poiché la tensione era insopportabile, a casa, e l’asfalto poteva fondersi da solo con l’afa. E adesso? Nel bar, i pochi addetti ai lavori parlano di come il Brasile ha battuto Haiti, e i non illuminati si chiedono: “C’è Haiti e noi no?”. E in spiaggia si discute piuttosto delle sciocchezze non-stop del Milan, o si tiene in alto l’orgoglio domestico con la vittoria della Ferrari a Barcellona, ormai una rarità come la partecipazione italiana alla Coppa del Mondo”.

“La più profonda malinconia ha invaso il paese il primo venerdì del torneo. Si sentiva il non detto – c’era la prima partita contro il Canada appuntata sui calendari. Poi Zenica è intervenuta. Resta solo nostalgia. Stadio Azteca, dove brillava Gianni Rivera nel 1970 e l’Italia ha aperto i Mondiali da campione del mondo nel 1986. E poi la Svizzera a Los Angeles, dove Roberto Baggio ha sbagliato il rigore nella finale del 1994, e l’indomabile Franco Baresi ha pianto. Ma gli svizzeri hanno incontrato la Bosnia”.

“Il presidente della Fifa Gianni Infantino non è stato troppo cattivo. Siamo in grado di farcela abbastanza bene da soli senza un clown di terza classe, dicono gli italiani. E con 210 dei possibili 211 partecipanti non ci saremmo comunque. Nel frattempo, un’occhiata di sfuggita, un po’ di zapping, magari un pisolino. Ma cos’è questo campionato del mondo, si sente sussurrare, senza botti e senza urla in tarda notte?