La Mano de D10S nel ricordo di Valdano: “Diego giocava con una musa dentro, aveva la furia di tutta l’Argentina”
"I popoli non costruiscono i loro miti con criteri giuridici. Li costruiscono con le emozioni". Sul gol del secolo: "In quel momento Diego era già tanto universale quanto il pallone. E tanto mito quanto Gardel, e tanto eroe quanto San Martín"
Bildnummer: 01037656 Datum: 22.06.1986 Copyright: imago/Sven Simon
Diego Armando Maradona (li., Argentinien) besorgt gegen Torwart Peter Shilton (England)
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C’è qualcosa di poetico nel ricordo che Jorge Valdano, autentico co-protagonista della “Mano de Dios”, cristallizza nelle righe de El País. Una partita dai connotati socio-politici enormi, nonostante gli sforzi del ct Bilardo di ridurre tutto a semplice calcio. Quel giorno, Diego era anche più ispirato del solito, e soprattutto pervaso da una sorta di musa ispiratrice dettata dalla rabbia per ciò che stava accadendo a “los pibes de Malvinas”. Immergiamoci in questo ricordo: il buon Jorge, con l’abilità della sua penna, ci porta indietro di 40 anni.
Argentina-Inghilterra, gli antefatti
Valdano ricorda gli antefatti di quella partita, con il ct Bilardo che detestava la lettura politica dell’incontro e pregava, dicendo: “È solo calcio”. Paradossalmente, Diego non fu da meno fino al giorno della partita.
“Anche Diego, il giorno prima, rispondeva a gran voce ai giornalisti che eravamo calciatori e non politici. Ma arrivò il giorno e il silenzio sepolcrale dello spogliatoio parlava di qualcosa più di una partita. Lì dentro sembrava essere personificata la patria che diceva il contrario di Bilardo: “Non è solo calcio”.
La Mano De D10S
Poi, permetteteci di sottolineare la parte più bella, riportata integralmente, che racchiude appieno ciò che è stato Maradona:
Ci sono persone che, pur avendo una vita appassionante, sembrano essere nate per un giorno preciso. Diego ha scelto il 22 giugno 1986. Per avere quel colossale senso dell’occasione, ha dovuto riempire l’ispirazione di una rabbia competitiva che illuminava ogni giocata. Di entrambe le cose era colmo.
Giocava con una musa dentro e, quel giorno, alla sua energia calcistica aggiunse una furia che era quella di tutta l’Argentina. La forza rappresentativa fu tale che il calciatore divenne un eroe, e credo, e crediamo tutti di sapere, quale sia stato il momento esatto in cui ciò accadde.
Per Valdano non c’è alcun dubbio che Dio ci mise la sua mano nel primo gol. Sì, l’etica, ma l’etica non si applicava quel giorno:
Semplicemente, i popoli non costruiscono i loro miti con criteri giuridici. Li costruiscono con le emozioni. Altrimenti Achille sarebbe un assassino, Ulisse un bugiardo e il Cid un mercenario.
Ovviamente ridurre quel match al solo gesto della mano è piuttosto banale, in quanto poco dopo sarebbe semplicemente arrivato il “gol del secolo”. Perché Maradona non avrebbe mai concesso di ricordare quella partita solo per il gol di mano e quindi giustamente decise di dribblare anche i cameraman. Per Valdano c’è un prima e un dopo quella sinfonia in dieci tocchi. Diego in quei momenti era universale: era il pallone, era il calcio:
Il gol esplose e, da quel momento, ognuno di noi ha una cosa da raccontare, perché nessuno che l’abbia vissuto ha dimenticato quel grido. Anch’io no. Invece di correre ad abbracciarlo, entrai in porta per prendere la palla che Diego aveva segnato. Per una sola ragione: quella giocata era un’opera così individuale, così sua, che, un po’ infastidito, mi dissi: “Urlalo da solo”.
Quello fu, per me, il preciso momento in cui Diego smise di essere con noi. Quando pochi secondi dopo arrivai ad abbracciarlo, era già tanto universale quanto il pallone. E tanto mito quanto Gardel, e tanto eroe quanto San Martín. Il calcio non è uno scherzo quando diventa sociologia.
Alla fine, purtroppo, Jorge ci ricorda che il Diez non è più qui tra noi, ma la forza simbolica di quella partita, che lunedì compirà 40 anni, è sopravvissuta. E anche se la si spogliasse di tutta la sua forza simbolica, rimarrebbe comunque una vetta del gioco del calcio. A quella velocità non ci era mai andato nessuno prima di quel momento.