La cerimonia degli inni stravolta ai Mondiali 2026: l’americanata di Infantino nata da un’idea di Del Piero

Ai Mondiali 2026 cambia la cerimonia degli inni: tutti i convocati in campo sul cerchio di centrocampo, faccia a faccia con gli avversari, tra bandieroni giganti e fuochi d'artificio.

La cerimonia degli inni stravolta ai Mondiali 2026: l’americanata di Infantino nata da un’idea di Del Piero

Doha (Qatar) 18/12/2022 - finale Mondiali di calcio Qatar 2022 / Argentina-Francia / foto Imago/Image Sport nella foto: coppa del Mondo ONLY ITALY

Tra le tante novità della Coppa del Mondo 2026 ce n’è una che riguarda un rito che accompagnava le partite delle nazionali da sempre. Cambia, e in modo sostanziale, la cerimonia degli inni prima del fischio d’inizio. Un’americanata, c’è poco da girarci attorno, fortemente voluta da Gianni Infantino. Con un retroscena curioso, svelato dallo stesso presidente Fifa alla vigilia di Messico-Sudafrica.

Come cambia la cerimonia degli inni ai Mondiali 2026

Niente più soli undici titolari schierati. Al momento degli inni nazionali in campo ci saranno tutti i calciatori a disposizione, posizionati esattamente al limite del rispettivo cerchio di centrocampo, faccia a faccia con gli avversari. Sulle due metà campo compariranno bandieroni giganti per identificare le squadre, i giocatori entreranno attraverso un tunnel passando sotto un arco, e per le partite della fase a eliminazione sono previsti anche fuochi d’artificio. La Fifa l’ha presentata come una versione “nuova e audace” dell’intera procedura, pensata per rafforzare il legame tra giocatori e tifosi. Procedura, di fatto, stravolta.

 

 

Del Piero ha suggerito l’idea a Infantino

Il bello è il retroscena. Infantino ha raccontato che l’idea, almeno in parte, è nata da una conversazione di qualche mese fa con Alessandro Del Piero — l’ex numero 10 della Juventus che, vent’anni fa esatti, vinse il Mondiale del 2006. Fu proprio Del Piero a suggerirgli di far ascoltare l’inno sul terreno di gioco a tutta la rosa e non solo ai titolari: “Facciamo tutti parte della stessa squadra”, la sintesi riportata dal presidente. Che poi ha aggiunto, scherzando, di non sapere se il consiglio sia arrivato perché Del Piero un gol storico, ai Mondiali, lo segnò proprio entrando dalla panchina (alla Germania, nel 2006). L’idea, ha spiegato, è piaciuta a giocatori e allenatori, consultati prima del via libera.

Gravina Del Piero

 

L’ennesima americanata della FIFA

Resta il punto: è l’ennesimo tassello di una manifestazione che ha scelto lo spettacolo prima di tutto, in un calcio sempre più americanizzato. Lo stesso Mondiale in cui la Fifa ha deciso che si può tifare, ma non troppo, in cui ci si è dovuti rimangiare il divieto sulle bottiglie d’acqua, e in cui Infantino finisce ogni giorno al centro delle polemiche, fino alla prima pagina dell’Equipe che lo ha disegnato come “burattino di Trump”. La cerimonia degli inni in versione kolossal è perfettamente in linea con tutto questo.