Il Pallone dei Mondiali è come il SuperTele: se tiri forte, cambia traiettoria
La portiera Azzurra Laura Giuliani a Rsi Sport: "è un pallone fatto per mantenere la traiettoria a basse velocità, per questo spesso si vedono letture errate".

Iraq's goalkeeper #12 Jalal Hassan concedes Senegal's third goal scored by midfielder #26 Pape Gueye during the 2026 World Cup Group I football match between Senegal and Iraq at the Toronto Stadium in Toronto on June 26, 2026. (Photo by COLE BURSTON / AFP)
La portiera della Nazionale italiana Laura Giuliani è una degli opinionisti dei Mondiali 2026 per Dazn. Intervistata dalla tv svizzera Rsi Sport, ha parlato del pallone che stanno utilizzando nella competizione, soffermandosi su quanto sia difficile leggerne la forza delle traiettorie. Il pallone di questi Mondiali si chiama Trionda.
Il pallone dei Mondiali 2026 inganna i portieri sulla velocità di traiettoria
Questi tipi di palloni, infatti, possono ingannare i portieri: “Credo che a livello tecnologico questo pallone sia veramente rivoluzionario, è la prima volta che viene fatto da quattro pannelli che sono termosaldati. Prima di media i pannelli erano 12 ed erano invece cuciti, quando ci sono le cuciture la parte aerodinamica della palla diminuisce. Questi, invece, essendo termosaldati con delle scanalature, portano la palla a mantenere a basse velocità una traiettoria molto stabile, perché costringe l’aria a rimanere per più tempo attaccata al pallone. Vediamo che la sfera si stacca dal piede, ma rimane dritta a livello di traiettoria, perché questo pallone è fatto proprio per mantenere la traiettoria a basse velocità“.

La differenza non sta tanto nei calci piazzati, ma quando si tira con maggiore potenza: “Su calci di punizione e calci d’angolo la palla è molto leggibile. La traiettoria è imposta dal piede di calcio e una volta che tu sai come vuoi calciare il pallone rispecchia esattamente quello che tu vuoi fare. Ad alte velocità, invece, questa propulsione aerodinamica che ha il pallone fa variare tantissimo la velocità della palla. Da portiere, quindi, hai la sensazione che quella palla abbia una determinata velocità e anche le linee di tuffo siano tutte giuste. Per questo spesso si vedono letture errate“.