Il mantra di Conte: “Sono il miglior allenatore italiano e come tale devo essere pagato”
Rassegna stampa sull'ex allenatore del Napoli al momento tra la Nazionale (se gli offrono uno stipendio adeguato) e l'Arabia Saudita. "Fermo non resterà". "La Figc se lo vuole, deve fare uno strappo"

Dc Napoli 11/05/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Bologna / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Antonio Conte
E dunque, che sarà di Antonio Conte? Il futuro dell’ex allenatore del Napoli non è ancora perfettamente delineato. Se da un lato resiste l’ipotesi Ct, con Malagò diviso tra lui e Mancini (che potrebbe portarsi Oriali) e con una parte delle proprietà italiane, capeggiate da Marotta, che vorrebbero il salentino, dall’altro c’è l’Al-Ittihad, che potrebbe mettere sul piatto venti milioni l’anno.
Conte, resiste l’ipotesi Ct

Scrive Marco Azzi su Repubblica:
“Sono ore caldissime e tutto sarà più chiaro entro 48 ore, con il tecnico leccese che è la prima scelta della nuova Federcalcio di Giovanni Malagò, che solo per motivi economici si tiene di riserva il meno costoso piano B di Roberto Mancini.
“Sono il miglior allenatore italiano e come tale devo essere pagato”, è il mantra del condottiero del quarto scudetto, da prendere con le pinze perché si tratta in realtà di una questione di principio e non di soldi.”
Per Conte, secondo Azzi, quello che conta è in realtà il progetto della sua prossima avventura. Secondo Repubblica, non resterà fermo.
La sirena araba

Dal’Arabia gli offrono venti milioni all’anno. Scrive Chiara Zucchelli sul Corsport:
“A Gedda sono sicuri: l’Al-Ittihad è pronto a fargli ponti d’oro per convincerlo a trasferirsi e ad accettare la panchina, sul tavolo c’è una proposta da 20 milioni a stagione. Il club, infatti, sta cercando il nuovo allenatore dopo che il primo giugno ha risolto il contratto con Conceiçao, a sua volta subentrato a Blanc.
Offerte ufficiali ancora non sono state recapitate, però. Per questo è complicato capire cosa farebbe Antonio di fronte a un assegno con tanti tanti zeri. Di sicuro la sua priorità è la Nazionale ma se, alla fine, Malagò optasse per il ritorno di Mancini, Antonio sarebbe davanti a un bivio.”
Un problema economico e politico

Infine, sul Corriere della Sera, Davide Stoppini analizza il fulcro della questione: i soldi. La Figc dovrà fare necessariamente uno strappo, anche perché ormai ai Ct della maggior parte delle grandi Nazionali vengono garantiti stipendi di un certo calibro:
“’Ma c’è bisogno di uno strappo della Figc per avvicinarsi all’ex tecnico del Napoli, attualmente in vacanza. C’è bisogno che il prossimo ct venga considerato come fanno altri grandi federazioni con i loro selezionatori: Martinez col Portogallo guadagna 4 milioni, Nagelsmann con la Germania 5, Tuchel con l’inghilterra 6, Ancelotti in Brasile 10, giusto per citare alcuni esempi.
Trattare con Conte vorrebbe dire avvicinarsi, come base di partenza, ai 4,1 milioni (più bonus) che guadagnava ai tempi di Tavecchio. Se così fosse, Conte sarebbe comunque lontano dai suoi standard, leggi gli 8 milioni percepiti a Napoli. Insomma, va capito il perimetro entro il quale Malagò può operare. “
Poi, oltre a questo, come già detto spesso, Malagò vuole trovare un Ct disposto a gettare il cuore oltre l’ostacolo. Riportare l’Italia, non ai fasti di un tempo, ma almeno a un livello decente, necessita di un’impresa titanica.