I club di Serie A e Marotta non vogliono Mancini ct. Malagò alla prova di autonomia e indipendenza
Zazzaroni sul Corsport: "Malagò dovrà assumersi la piena responsabilità della scelta, marcando possibilmente la distanza dai club". Quindi nemmeno il Napoli vuole Mancini?

Db Riyadh 19/12/2025 - Supercoppa Italiana / Bologna-Inter / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Giuseppe Marotta
Il direttore del Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni è tornato sul luogo delitto. In settimana aveva già scritto chiaro e tondo che Marotta voleva e vuole condizionare la scelta del ct della Nazionale. Riducendo così Malagò a un presidente parvenù. Questo è il punto. È ovvio che Marotta si è inventato Malagò perché serviva uno presentabile (Gravina non lo è e nemmeno lui) ma riusciranno a far fare a Malagò quel che vogliono loro?
Zazzaroni lo ha già scritto: Marotta non può fare da padre e padrone e decidere lui. E ora lo ha ribadito sul Corriere dello Sport.
Le proprietà italiane contro Mancini

Scrive Zazzaroni:
“L’occasione è la scelta del nuovo commissario tecnico, individuato dal neoeletto Giovanni Malagò in Mancini, osteggiato più o meno platealmente da tre o quattro presidenti dal non indifferente peso specifico per ragioni che con la ragione non hanno naturalmente niente a che fare.
Capeggiati dal più attivo e ascoltato della compagnia contante, Beppe Marotta, che pubblicamente si dichiara del tutto indifferente e al telefono con i suoi colleghi chissà, i presidenti stanno ponendo veti e minacciando barricate contro “il traditore jesino” neanche fosse l’Ulivieri che ebbe a che fare con l’intrattabile Mancini diciottenne o il Luis Figo che ne conobbe al contrario la matura durezza da tecnico.”
L’indifferenza delle proprietà straniere

Zazzaroni si dice certo che le proprietà straniere non abbiano minimamente messo bocca sulla questione, in quanto completamente indifferenti al tema del Ct. In definitiva, questa situazione pone un legittimo dubbio sull’autonomia di Malagò, che prima è stato eletto a furor di club e poi si vede spesso esposto alle richieste delle proprietà italiane. Esistono limiti che non vanno superati e lo stesso Malagò se ne andrebbe se si vedesse scavalcato.
La chiosa:
“Il presidente federale dovrà assumersi la piena responsabilità della scelta, marcando possibilmente la distanza dai club. Siamo certi che da uomo forte, non solo non indulgerà a debolezze, ma riporterà la vicenda sul piano della realtà.”
Fondamentalmente non è nemmeno una questione di soldi: una federazione quelli li trova sempre.