I premi dei tennisti sono “briciole”, per il Roland Garros: basta l’hospitality a finanziare il montepremi

L'analisi della Gazzetta: il torneo parigino è una macchina da soldi, e solo l'hospitality ricava 80 milioni di euro a edizione. Il montepremi per i giocatori (che protestano) è di 61,7 milioni

I premi dei tennisti sono “briciole”, per il Roland Garros: basta l’hospitality a finanziare il montepremi

Italy's Jannik Sinner tries to cool down during a break of play in his men's singles match against Argentina's Juan Manuel Cerundolo on day 5 of the French Open tennis tournament on Court Philippe-Chatrier at the Roland-Garros Complex in Paris on May 28, 2026. (Photo by ALAIN JOCARD / AFP)

Tutta la caciara sui premi troppi bassi garantiti ai tennisti dal Roland Garros può essere riparametrata dall’analisi finanziaria del torneo parigino che firma sulla Gazzetta Marco Iaria. Che spiega molto bene anche come funzioni una macchina da soldi del genere. La parola chiave è hospitality. Che nel caso Roland Garros si traduce in “oltre 50 aree disseminate nell’impianto, tra lounge private e box a bordo campo, con il catering affidato a Potel et Chabot e le aziende che fanno a gara per esserci”.

Il tesoro hospitality

Il dato essenziale è che “l’hospitality pesa ormai per il 20% del fatturato del torneo, pari a 395 milioni nel 2025 e stimato in almeno 400 milioni quest’anno. Significa che circa 80 milioni arrivano da qui. Questa linea di ricavi basta e avanza per coprire il montepremi per i giocatori, pari a 61,7 milioni, di cui 2,8 milioni destinati a testa ai vincitori del singolare maschile e femminile”.

Sono introiti che arrivano dai “clienti corporate che affittano una suite per anni o acquistano un pass giornaliero, ma anche dagli appassionati facoltosi in cerca di un’esperienza premium”. “L’hospitality ha un tasso d’occupazione del 98%, sebbene al mattino e nel primo pomeriggio le tribune siano spesso semivuote perché gli assegnatari dei posti sono in giro per le lounge o non sono ancora arrivati. Ma poco cambia: gli incassi sono garantiti”.

Roland Garros macchina da soldi

“La fetta più rilevante del giro d’affari – continua la Gazzetta – è rappresentata dai diritti tv, che valgono circa 140 milioni, con una distribuzione capillare su oltre 170 canali televisivi e piattaforme digitali in 220 Paesi (324 milioni di telespettatori nel 2025). Va ricordato che gli organizzatori degli Slam gestiscono in autonomia tutte le linee di ricavo, a differenza, per esempio, dei Masters 1000: la Fitp, nel caso degli Internazionali d’Italia, non tocca palla sui proventi media, che sono centralizzati e in capo all’Atp. I manager del Roland Garros, invece, contrattano direttamente con i broadcaster di tutto il mondo. Dal 2025 è entrato in vigore l’accordo decennale con Warner Bros. Discovery che, per trasmettere il torneo negli Stati Uniti su Tnt Sports, ha accettato di sborsare 65 milioni di dollari annui, contro i 12 che pagava Nbc. Agli 80 milioni generati dall’hospitality si aggiungono quelli della biglietteria, che ne assicura circa 70. Anche questo è un dato in crescita, visto che nell’attuale edizione sono attesi oltre 700 mila spettatori, con l’ennesimo record dell’Opening Week (138 mila persone, +35% rispetto al 2025). Dalle sponsorizzazioni arrivano 80 milioni, grazie a un portafoglio di 22 partner. L’ultima fonte di ricavo è il merchandising, che genera circa 30 milioni”.

In pratica, con quasi 400 milioni all’anno di fatturato “lo Slam finanzia gran parte del tennis francese”.