Honda diventa virale in telecronaca ai Mondiali: non conosce i giocatori né le regole
Mandato a commentare l'esordio del Giappone, l'ex stella della nazionale ha trasformato la diretta in uno show involontario

Ad accompagnare l’esordio del Giappone ai Mondiali 2026 c’era la voce di Keisuke Honda, ex pilastro della nazionale arrivato negli Stati Uniti per fare da seconda voce in telecronaca. Una scelta di prestigio — come tanti Paesi, che si affidano ai grandi del passato — che però si è trasformata in tutt’altro: il commento del 2-2 contro l’Olanda è diventato un caso virale, con un Honda spaesato per gran parte della gara, incapace di riconoscere alcuni giocatori e sorpreso da una pausa che, evidentemente, non sapeva esistesse.
Lo show involontario in diretta
Dopo tre Mondiali consecutivi da protagonista, l’ex centrocampista è passato dall’altra parte, alla postazione di commento dell’emittente NHK. Risultato: per tutta la partita ha chiesto al telecronista come si chiamassero i giocatori o dove giocassero, scatenando le risate di chi seguiva da casa. L’emittente, raccontano i tifosi, è arrivata addirittura a dedicare uno spazio alle sue innumerevoli citazioni.
本田解説まじでおもろすぎ。マーゴット映って「誰!?」が1番ツボだった‥ ハーレークィーンやで!!!!!!!!!笑 pic.twitter.com/eEYLpyQ6H3
— チーパ奈 (@chiiipanna) June 14, 2026
Honda, su qualche azione, ha ammesso candidamente di essersi distratto, e ha colorato il commento con uscite diventate subito virali: “Può esistere un’ala alta 193 centimetri?” — dopo aver scoperto l’altezza di Gakpo, di cui aveva appreso il nome pochi minuti prima — e ancora “Dove gioca Dumfries?”, “Questo giocatore è così irritante, come si chiama?” e un disarmante “Guardare la Coppa del Mondo è così stancante, sono già passati 40 minuti?”.
“Danno una pausa per bere? A che serve?”
Il momento più comico è arrivato però con la prima pausa di idratazione, una delle novità di questi Mondiali. Quando ha visto tutti i giocatori fermarsi a bere, Honda è rimasto basito: “Danno una pausa per bere? A che serve?”. Un cortocircuito quasi perfetto, considerando che proprio quegli stop sono diventati uno dei temi più discussi del torneo, tra chi li difende per il caldo e chi li accusa di servire soprattutto alla pubblicità, dentro la più ampia americanizzazione del calcio. Il telecronista ha risposto pazientemente a ogni domanda, e le clip hanno fatto il giro dei social: i tifosi, lungi dal criticarlo, hanno apprezzato il suo stile schietto e autoironico, lo stesso che ha reso speciale anche l’esordio del Giappone e i suoi tifosi.