I tifosi del Giappone puliscono lo stadio dopo il 2-2 con l’Olanda: “Siamo onorati di essere qui”

Dopo il pareggio ai Mondiali, i Samurai Blue sono rimasti sugli spalti dell'AT&T Stadium di Arlington con guanti e sacchi: la tradizione del "souji" che ammira il mondo intero.

I tifosi del Giappone puliscono lo stadio dopo il 2-2 con l’Olanda: “Siamo onorati di essere qui”

Finisce 2-2 con l’Olanda, il Giappone festeggia un punto pesante nel girone — ma a fischio finale l’immagine che fa il giro del mondo non è un gol. È quella delle tribune dell’AT&T Stadium di Arlington (Dallas) dove, mentre lo stadio si svuota, centinaia di tifosi giapponesi restano al loro posto con guanti e sacchi della spazzatura a raccogliere ogni rifiuto, lasciandolo ordinato in un angolo pronto per essere ritirato.

Una tradizione che si ripete a ogni Mondiale

Non è un episodio isolato: è una routine che i Samurai Blue ripetono puntualmente a ogni grande torneo, da Brasile 2014 a Qatar 2022. Affonda le radici nel souji”, l’abitudine alla pulizia che in Giappone si impara fin dalle scuole elementari, dove sono gli stessi studenti a tenere in ordine le aule. Per questo, allo stadio, raccogliere i rifiuti non è un gesto eccezionale: è normalità.

“Una questione di rispetto, per ogni cosa”

Ai canali ufficiali della competizione, una tifosa ha spiegato il senso del gesto: fa parte della cultura, ma è soprattutto rispetto — per i giocatori, per gli altri tifosi, per lo stadio che li ospita. “Siamo onorati di essere qui, quindi non vogliamo sporcare e poi andarcene”. Un ringraziamento verso chi accoglie, e un omaggio al torneo stesso.

Anche negli spogliatoi

Lo stesso spirito si ritrova nel comportamento dei calciatori: gli spogliatoi della nazionale vengono lasciati immacolati, con gli asciugamani piegati e, spesso, un biglietto di ringraziamento per l’ospitalità. Un dettaglio che ai Mondiali del 2018 e del 2022 aveva già commosso il mondo, e che oggi si ripete: il Giappone, dentro e fuori dal campo, gioca anche una partita di stile.