Bravo, ma Zverev resta sempre quello accusato di aver picchiato due donne

Anche ora che ha vinto il Roland Garros, sottolinea il Telegraph, restano le macchie indelebili del passato. "L'impressione generale è che Zverev sia un po' un moccioso viziato"

Bravo, ma Zverev resta sempre quello accusato di aver picchiato due donne

Parigi 07/06/2026 - finale Roland Garros / foto Psnewz/Image Sport nella foto: Alexander Zverev

“Per quanto si rispetti il ​​tennis di Zverev, per quanto si riconoscano la sua tenacia e dedizione, i suoi successi in campo sono spesso oscurati da… altre cose”. E per “altre cose” Simon Briggs – il responsabile del tennis del Telegraph – intende: “accuse di violenza domestica, violazioni del protocollo Covid, alterchi con gli arbitri, commenti inopportuni sui colleghi“. E così mentre tutti celebrano il lieto fine della sua lunga e travagliata rincorsa ad un titolo Slam – lì fuori è tutto un “se lo merita, è un bravo ragazzo” – il giornale inglese è tra i pochi a ricordare invece le sue macchie indelebili, e che sia lui – uscito ormai di scena Kyrgios –  “il principale antieroe del circuito”.

I carichi pendenti di Zverev

“Aggiungete a questo il suo stile di gioco rude ma poco romantico – fatto di leve lunghe, colpi potenti da fondo campo e posizioni profonde dietro la linea di fondo – e non c’è da stupirsi che almeno due terzi del pubblico presente domenica alla finale del Roland Garros sul campo Philippe-Chatrier tifassero per Flavio Cobolli”.

Riprendendo i carichi pendenti del tedesco, Briggs scrive che “è opportuno sottolineare che le accuse dell’ex fidanzata di Zverev, Olga Sharypova – che lo accusava di averla soffocata con un cuscino e di averle sbattuto la testa contro un muro – sono state oggetto di un’indagine durata oltre 15 mesi condotta da un’agenzia indipendente incaricata dal circuito maschile, che non ha trovato prove a sostegno delle sue affermazioni. Inoltre, Brenda Patea – la madre della figlia di Zverev, che aveva presentato accuse separate sostenendo di essere stata spinta contro un muro e strangolata – ha raggiunto un accordo extragiudiziale. Forse dovremmo tentare di cancellare completamente queste accuse dalla memoria collettiva, come una giuria istruita a ignorare i fatti non provati”.

Un moccioso viziato

Ma non si può. Perché “è innegabile che, nell’estate del 2020, in piena pandemia di Covid, Zverev sia stato ripreso due volte dalle telecamere mentre violava le norme sul distanziamento sociale. Né che sia stato espulso dal Mexican Open del 2022 per aver sbattuto per tre volte la racchetta contro la sedia dell’arbitro. L’impressione generale è che Zverev sia un po’ un moccioso viziato. Si sospetta che sia stato trattato in modo speciale fin da quando era un prodigioso talento junior, in giro per il mondo al fianco del fratello maggiore Mischa, ex numero 25 del mondo, noto per i suoi modi sorprendentemente affascinanti, e che ora è il suo agente”.

Briggs cita addirittura Balotelli: “quando le stesse cose continuano ad accadere alla stessa persona, viene spontaneo parafrasare l’aforisma di Mario Balotelli e chiedersi: perché sempre a lui?”.

Anche il Telegraph però alla fine ammette che in questi ultimi anni il suo comportamento è nettamente migliorato, è più docile, più tranquillo. Come se le mazzate prese sul campo lo avessero “educato” in qualche modo. Fino a non scoppiare – come in molti prevedevano – arrivato al quinto set contro Cobolli.