A Leclerc piace soffrire: resterà alla Ferrari per sempre, o quasi
Rinnovato l'accordo "pluriennale" tra il pilota monegasco e il Cavallino. La (non) premiata ditta resiste alla frustrazione

Austin (Stati Uniti) 20/10/2024 - gara F1 / foto Scuderia Ferrari Press Office/Image Sport nella foto: Charles Leclerc
Aveva diciotto anni Charles Leclerc, quando è entrato nell’Academy Ferrari. Oggi ne ha ventotto, è il secondo pilota più prolifico nella storia della Ferrari dietro solo a Michael Schumacher – per gare disputate e per pole position – e ha appena firmato un altro rinnovo “pluriennale”. La Ferrari non ha specificato per quanti anni, ma è un (quasi) per sempre in rosso. Non è il caso di citare la canzone di Sal Da Vinci, per fortuna. La notizia era attesa. Quasi scontata. Nonostante i patemi di tutti questi anni, che decine di volte hanno suggerito un addio per frustrazione del talentuoso monegasco.
Sarà (quasi) per sempre sì
“È la squadra che ho sempre amato e di cui ho sognato di far parte fin da quando ero bambino”, ha dichiarato nella nota di prassi Leclerc, “e che, dopo tutti questi anni, è diventata per me una seconda famiglia”.
La Ferrari è di gran lunga la squadra più famosa nella storia del motorsport e anche quella con la maggiore capacità di trasformare i propri piloti in prolungamenti narrativi del proprio mito. Leclerc non fa eccezione. Il che è anche un po’ surreale, se si considera che in tutto questo tempo il titolo mondiale non è arrivato, e che Maranello aspetta un campione del mondo piloti dal 2007.

Frederic Vasseur, criticatissimo team principal, ha usato parole di ovvia circostanza: “Apprezziamo il suo talento, amiamo la sua determinazione e il modo in cui affronta ogni giornata insieme alle persone del team”.
Un rapporto senza titolo
Quello che rende questa storia genuinamente interessante – al di là della retorica dei comunicati – è appunto la questione irrisolta del titolo. Leclerc ha portato a Maranello velocità, carisma, fedeltà istituzionale e una valanga di pole position. Ha perso gare che sembravano vinte, ha sopportato strategie controvoglia, ha attraversato stagioni in cui la macchina sembrava disegnata apposta per perdere. Eppure è rimasto, con una vena di masochismo.
C’è chi vede in questo rinnovo la conferma di un progetto solido. C’è chi ci vede la cristallizzazione di uno status quo che non ha ancora prodotto il risultato che conta. La verità è che Leclerc e Ferrari si somigliano più di quanto entrambi ammetterebbero: capaci di momenti di bellezza assoluta, cronicamente in attesa che tutto si allinei nel momento giusto.