Suwarso: “Al Como li vorremmo gli italiani, ma costano troppo e non si pagano a rate”

Alla Gazzetta dello Sport: "Non ci interessa cosa dice la gente. È chiaro che le risorse aiutano, ma il calcio è pieno di esempi dove questa equazione non è arrivata fino in fondo"

Suwarso: “Al Como li vorremmo gli italiani, ma costano troppo e non si pagano a rate”

Mg Milano 21/04/2026 - Coppa Italia / Inter-Como / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Cesc Fabregas

I soldi, il Como, gli italiani. I soldi, di nuovo. Sono temi che si intrecciano sempre di più, ora che quella strana creatura ricchissima ma di provincia ha conquistato la prima qualificazione nelle coppe europee in 119 anni di storia. Mirwan Suwarso è l’uomo dei soldi del Como, ormai un nome con cui fare i conti ma di cui non abbiamo ancora preso le misure. Spiega alla Gazzetta dello Sport che avere un sacco di soldi a volte è un problema, per esempio.

“Non ci interessa cosa dice la gente. È chiaro che le risorse aiutano, ma il calcio è pieno di esempi dove questa equazione non è arrivata fino in fondo. Il focus non è vedere come si spendono i soldi ma rendere un club profittevole e sostenibile. E l’obiettivo è quello di farlo nei prossimi due o tre anni”.

Gli italiani costano troppo

Sul mercato, dice “in questo momento siamo tranquilli, dobbiamo solo aspettare che la stagione finisca e capire ciò di cui abbiamo bisogno. Dobbiamo anche vedere cosa ci offre il mercato ma non dobbiamo più costruire da zero, abbiamo già un’identità forte. Ci saranno operazioni, ma il grosso della rosa c’è. Poi ci sono 23 giocatori che ritornano dal prestito a cui bisognerà trovare la migliore sistemazione possibile in modo da rendere sostenibile il prossimo mercato”.

Il Como è un esempio di no-italiani… “Siamo sempre alla ricerca di italiani. La prima stagione in A ne abbiamo comprati quattro. Il problema è che sono molto costosi e non possiamo pagarli in modo dilazionato. Stiamo crescendo quattro o cinque giovani che spero presto possano fare il salto in prima squadra. Certo che me ne piacciono tanti, Orsolini, Bastoni, Dimarco… ma non ce li possiamo permettere. Anche Venturino è forte, Cambiaghi, Pellegrini della Lazio”.

Suwarso si è integrato bene

In Italia “ho trovato anche ottimi esempi imprenditoriali. E anche tanti amici, persone che ci hanno ispirato. Penso ai Percassi, Marotta, Fenucci, Lotito, De Laurentiis. I club dentro il campo competono ma fuori ci sono le idee per supportarsi a vicenda e per far crescere il campionato. Rispetto alle esperienze avute altrove, in Italia c’è molta vicinanza e spirito di collaborazione”.

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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