Spinazzola confermato ma con lo sconto. E si corre ai ripari per Lobotka e McTominay

L'esterno si guadagna la permanenza sul campo, ma in ossequio al tetto ingaggi firmerà un biennale al ribasso. Intanto bisogna blindare McTominay prima del Mondiale e cancellare la clausola di Lobotka.

Spinazzola confermato ma con lo sconto. E si corre ai ripari per Lobotka e McTominay

Napoli 14/03/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Lecce / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: Leonardo Spinazzola

Il vero spettacolo, a Castel Volturno, non va in scena solo sul prato verde o nelle segrete stanze degli alberghi romani dove si decidono i destini della panchina. Il vero marchio di fabbrica della gestione De Laurentiis si materializza sui fogli di calcolo del bilancio. Mentre la piazza si accapiglia sui nomi del prossimo allenatore, la Gazzetta dello Sport accende i riflettori sulle chirurgiche manovre di Giovanni Manna per blindare l’ossatura della squadra. Rigorosamente senza fare pazzie e in religioso rispetto del tetto ingaggi.

Il premio fedeltà a Spinazzola (con la lima)

Il caso più emblematico, che racconta alla perfezione la filosofia aziendale azzurra, è quello di Leonardo Spinazzola. Arrivato due estati fa da svincolato e avvolto dal consueto scetticismo perenne per la sua carta d’identità e per uno storico clinico non proprio immacolato, l’esterno ha risposto sul campo. I numeri della stagione parlano chiaro: trentadue presenze, tre assist e la bellezza di tre reti, un bottino decisamente anomalo per uno che non è mai stato un bomber di razza.

Napoli turnover

Di fronte a un rendimento del genere, e con il contratto in scadenza il 30 giugno, qualsiasi altro club avrebbe messo sul tavolo un rinnovo gratificante. Il Napoli, che non ama farsi prendere per la gola e non vuole perderlo a parametro zero, ha sì pronto un nuovo accordo biennale, ma a condizioni squisitamente aureliane. Già ai tempi del suo addio alla Roma, Spinazzola si era decurtato lo stipendio pur di vestire l’azzurro, accontentandosi di 1,8 milioni di euro più bonus. Ora, a trentatré anni compiuti, la rosea anticipa che la nuova intesa viaggerà sulle stesse cifre, ma con un probabile e ulteriore “piccolo ritocco al ribasso”. Un premio fedeltà con il silenziatore, in perfetta linea con la necessità del club di dare la solita, sapiente sforbiciata al monte stipendi.

L’ansia da Mondiale per McTominay

Sistemata la pratica degli over 30 e incassato il rinnovo già definito di Amir Rrahmani, l’ansia della dirigenza si sposta nevralgicamente a centrocampo. Ci sono due totem da proteggere ad ogni costo, prima che i riflettori internazionali rischino di abbagliare qualche ricco pretendente.

Il primo nome sul taccuino è quello di Scott McTominay. Lo scozzese ha un contratto lungo e rassicurante, in scadenza nel 2028, ma nel calcio moderno le scadenze a lungo termine sono solo pezzi di carta se non supportate da adeguati adeguamenti economici. Il Napoli lo sa benissimo e vorrebbe provare a definire un nuovo prolungamento prima del fischio d’inizio del Mondiale. L’obiettivo è cristallino: mettere il giocatore in cassaforte per mettersi al riparo da eventuali e pericolosissimi assalti post-Mondiale da parte delle solite, voraci corazzate di Premier League.

McTominay

L’incubo della clausola di Lobotka

Ma la vera spada di Damocle, quella che rischia di disturbare il sonno estivo della dirigenza, pende sulla testa di Stanislav Lobotka. Lo slovacco, architetto insostituibile del gioco azzurro, ha un contratto solido fino al 2027. C’è però un minuscolo e letale cavillo burocratico: una clausola rescissoria valida solo per l’estero, esercitabile entro la prima metà di luglio.

Il prezzo? Venticinque milioni di euro. Una cifra che per i club d’Oltremanica o per le sfacciate potenze saudite rappresenta poco più di uno spuntino di metà mattinata. La prospettiva di veder svanire il metronomo della squadra per un prezzo di saldo è un rischio che De Laurentiis non ha alcuna intenzione di correre. Anche per questo motivo, il Napoli spinge sull’acceleratore per un prolungamento che possa blindare definitivamente il giocatore e, soprattutto, mandare in frantumi quella clausola diventata improvvisamente troppo economica.