Per il Guardian, l’odio che circonda l’Arsenal è una reazione alla noia del suo modo di giocare
Il quotidiano analizza i motivi di questo disprezzo per i Gunners e arriva a una conclusione: "Oggi le persone amano semplicemente odiare."

Arsenal's Spanish manager Mikel Arteta reacts during the UEFA Champions League quarter-final, second-leg football match between Arsenal and Sporting Lisbon at the Emirates Stadium in north London on April 15, 2026. Adrian Dennis / AFP
Burnley già retrocesso e Crystal Palace in infradito: queste le due partite che separano l’Arsenal dalla tanto agognata Premier League, che manca dal 2003/04. Stavolta, per il sommo fastidio del resto d’Albione, i Gunners sono davvero vicinissimi. Ecco, ma perché questo fastidio? Certo, quello dei rivali è comprensibile, ma quello nei confronti dell’Arsenal sembra essere un sentimento molto più forte e radicato, tanto che, come scrive il Guardian, per alcuni vedere vincere il City (ancora in corsa e a -2) e il Psg in finale di Champions significherebbe “far vincere il calcio”. Vale la pena approfondire.
Perché l’Arsenal è così tanto odiato?
Si legge sul Guardian:
“Il punto di partenza evidente è: la gente odia davvero l’Arsenal? La risposta è sì, lo fa. Vale la pena cercare di capire perché. La spiegazione più semplice è che si tratta di una reazione al modo in cui gioca, che può risultare noioso e farraginoso, basato sulla difesa di squadra e sui dettagli dei calci piazzati.
E dunque? Cosa ci sarebbe di male? Nulla. I Gunners non stanno barando, si sono semplicemente adattati meglio alla permissività su certi tipi di contatto nei calci piazzati.

Il problema Arteta
Il Guardian sposta il focus su Arteta:
Perché la gente prova rabbia nei suoi confronti? Più ovviamente è una reazione al modo in cui salta e si agita davanti alle telecamere, troppo vicino al campo, intralciando le rimesse laterali, buttandosi nello spettacolo. Ma ancora una volta, sta principalmente urlando ai propri giocatori. Non sta rimproverando gli arbitri o facendo spettacolo alla Simeone.
Il resto del problema Arteta: non è “cool”. C’è una profonda goffaggine nei suoi tentativi di gestire l’immagine, di controllare e rendere “divertente” l’essere una squadra rilassata e spensierata.
Un club borghese?
Infine, l’analisi si sposta sul piano strutturale, ipotizzando un’ostilità legata anche al fatto che Londra sia una città spesso detestata. L’Arsenal è il club più londinese di tutti: ha un’immagine borghese e un po’ compiaciuta, ma allo stesso tempo appare anche tormentato e trionfalista.
La chiosa ha un che di poetico:
Alla fine è difficile evitare la conclusione più semplice: oggi le persone amano semplicemente odiare.