Napoli Basket, John Petrucelli è il primo grande innesto dell’era Repesa
Due premi di miglior difensore dell'anno, ottime percentuali dall'arco e una disciplina impeccabile sono le caratteristiche che hanno convinto Repesa a portare a Napoli Petrucelli. Hanno già lavorato insieme a Trapani

Db Torino 13/02/2025 - Frecciarossa Final Eight / Trapani Shark-Pallacanestro Trieste / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: John Petrucelli
Nell’ultima conferenza stampa stagionale, Jasmin Repesa non ha esitato quando gli è stato chiesto di un possibile arrivo di John Petrucelli. Il coach croato ha infatto confermato che l’ex Trapani dovrebbe essere un giocatore del Napoli Basket per la stagione 2026/27. L’innesto di John Petrucelli nel roster non è un’operazione di contorno, ma un investimento strutturale. L’esterno italo-americano (classe 1992) porta in dote un pedigree difensivo che ha pochi eguali in LBA, come testimoniano i due titoli consecutivi di miglior difensore della Serie A (2023, 2024).
Il legame con Repesa determinante per portare Petrucelli a Napoli
Il fattore determinante dell’operazione è il legame con Repesa. Il tecnico croato lo ha già guidato nell’ultima esperienza a Trapani, dove Petrucelli è stato il perno emotivo e tattico prima delle note vicende societarie. Sotto la gestione Repesa a Trapani (2024/25), Petrucelli ha garantito 8.9 punti e 2.4 assist di media, numeri saliti a 9.9 punti e 3.0 assist nella prima parte della stagione 2025/26, prima del breve passaggio al Galatasaray.

Analizzando lo storico, l’apice realizzativo risale alla stagione 2022/23 a Brescia, chiusa a 15.0 punti di media con un siderale 50.6% da tre. Petrucelli non è però un realizzatore puro: è un equilibratore. La sua capacità di generare vantaggi partendo dalla difesa (1.4 recuperi medi in carriera) si sposa con la filosofia di Repesa, che predilige esterni fisici e versatili, ma soprattutto con un’attitudine impeccabile. Napoli acquista un giocatore da 23 minuti di media garantiti, capace di ricoprire tre ruoli e di colmare le lacune di intensità viste nell’ultima stagione. Non è l’uomo dell’ultimo tiro, ma è l’uomo che impedisce agli avversari di arrivarci.