Lukaku, per Mediaset il suo futuro è lontano da Napoli
Orazio Accomando a SportMediaset su Lukaku: "Sicuramente difficile vederlo in campo nel finale di stagione, Conte non le ha mandate a dire ed è deluso dal suo comportamento".

Mg Verona 28/02/2026 - campionato di calcio serie A / Hellas Verona-Napoli / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Romelu Lukaku
La storia di Romelu Lukaku al Napoli è finita? Non con un gol, non con un’ultima partita, ma con il silenzio di un corridoio e una porta a cui nessuno ha bussato. Orazio Accomando ne è sicuro: “Sicuramente difficile vederlo in campo nel finale di stagione, Conte non le ha mandate a dire ed è deluso dal suo comportamento. Il suo futuro è lontano dal Napoli e da quel che ci risulta lontano anche dalla Serie A”.
Lukaku e Conte: una rottura che va oltre il campo
Le parole di Accomando a SportMediaset confermano ciò che si respirava da settimane a Castel Volturno. Lukaku è rientrato a Napoli il 4 maggio dopo settimane passate in Belgio a recuperare dall’ennesimo infortunio. Si allena da solo, senza il gruppo. Conte ha raccontato la sua delusione con parole che non lasciano margini: “È venuto al centro sportivo, il mio ufficio era lì, ma nessuno ha bussato alla mia porta. Mi sarei aspettato almeno un saluto”. Da un allenatore che con Lukaku ha condiviso lo scudetto all’Inter, che lo ha voluto fortemente al Napoli, che ha costruito parte del progetto tattico intorno a lui, queste parole equivalgono a una sentenza.
Accomando ha aggiunto i dettagli sul futuro: “Nonostante sia stato proposto al Milan ma non solo. È un classe ’93, Big Rom, difficile vederlo ancora in Serie A: l’ipotesi più plausibile è un futuro all’estero, con un ritorno in Belgio o un campionato esotico per il futuro di Big Rom”. Il Napoli ha fissato il prezzo a 10 milioni. Club turchi e sauditi hanno già contattato il suo entourage.
Lukaku al Napoli: una stagione da dimenticare
La stagione di Lukaku è stata un disastro sotto ogni punto di vista. Ha passato più tempo in infermeria che in campo, ha perso il posto da titolare, non si è mai adattato ai ritmi che Conte chiede. Lo aveva detto Montervino già ad aprile: “De Bruyne e Lukaku devono andare via”. Lo avevamo scritto anche noi, e oggi il pezzo su De Bruyne racconta la stessa identica parabola: giocatori arrivati con il nome e usciti con le ossa rotte.
Il parallelo tra i due belgi è impietoso. De Bruyne ha saltato il 54% delle partite, Lukaku non è stato da meno. Entrambi guadagnano cifre fuori scala rispetto al rendimento: De Bruyne 6,5 milioni, Lukaku poco meno. Insieme occupano una fetta enorme del monte ingaggi per un apporto che oscilla tra l’assente e l’insufficiente.