De Bruyne al Napoli un altro anno?
La Gazzetta dello Sport sostiene che il Napoli consideri De Bruyne intoccabile e voglia puntare ancora su di lui. I numeri della stagione raccontano però un'altra storia: il belga ha saltato il 54% delle partite, ha segnato 5 gol (di cui uno alla Cremonese in una gara già chiusa) e guadagna 6,5 milioni.

Napoli's Belgian midfielder #11 Kevin De Bruyne controls the ball during the Italian Serie A football match between Napoli and Lazio at the Diego Armando Maradona stadium in Naples on April 18, 2026. Carlo Hermann / AFP
De Bruyne al Napoli per un altro anno: è questa la tesi della Gazzetta dello Sport, che oggi scrive come il club azzurro non abbia intenzione di rinunciare all’intelligenza calcistica del belga.
“Al di là di chi sarà il prossimo allenatore, De Bruyne dovrebbe/potrebbe restare, nonostante l’ingaggio molto pesante. Ma la qualità si paga e Kevin resta un giocatore dalla classe straordinaria e un’intelligenza calcistica riservata solo ai fuoriclasse. Per questo il Napoli vuole ripartire da Scott e Kevin, il miglior biglietto da visita possibile per le ambizioni future”. Secondo la rosea, De Bruyne sarebbe addirittura intoccabile nel progetto tecnico di Antonio Conte. Una lettura che stride con tutto ciò che si è visto in campo da gennaio a oggi e che suona come un esercizio di ottimismo scollegato dalla realtà.
De Bruyne al Napoli: i numeri di una stagione fallimentare
Partiamo dai fatti, che a differenza delle opinioni non si prestano a interpretazioni. Kevin De Bruyne ha saltato 19 partite su 35 disputate dal Napoli in stagione: il 54%. Più della metà del campionato l’ha passata in infermeria o in panchina. Quando ha giocato, ha segnato 5 gol. Di questi, uno è arrivato contro la Cremonese in Coppa Italia, in una partita che era già tiro a segno. Il resto è un campionario di prestazioni opache, intermittenti, lontane anni luce dal giocatore che al Manchester City faceva la differenza ogni settimana.
Il Corriere della Sera lo ha bocciato apertamente dopo Como-Napoli, scrivendo che mentre Nico Paz sfoggiava il meglio del suo repertorio, De Bruyne sfoggiava il peggio. Noi del Napolista lo avevamo scritto ancora prima: il belga contro il Como è stato inguardabile, e il suo ingaggio da 6,5 milioni netti a stagione è la definizione stessa di soldi buttati.
Un acquisto che non ha funzionato nel gioco di Conte
Il problema non è solo fisico, anche se gli infortuni sono stati la costante della sua avventura napoletana. Il problema è tattico. L’analista belga Stef Lambaerts ha spiegato a chiare lettere che De Bruyne è poco adatto al gioco di Conte. Il sistema del tecnico pugliese chiede intensità, pressing alto, transizioni rapide. De Bruyne ha bisogno di tempi di gioco distesi, di una squadra che gli costruisca il gioco intorno, di essere il centro gravitazionale della manovra. Al City lo era. Al Napoli non lo è mai stato, né poteva esserlo.
Lo aveva detto anche Montervino: De Bruyne e Lukaku devono andare via. Non per cattiveria, ma per logica sportiva. Quando un giocatore non si inserisce nel sistema e il suo fisico non regge i ritmi della Serie A, tenerlo diventa un atto di fede più che una scelta tecnica.
De Bruyne e il Napoli: il mercato dice altro rispetto alla Gazzetta
La Gazzetta scrive che il Napoli vuole tenerlo. Il mercato racconta un’altra storia. Dalla MLS risultano interessamenti concreti di Chicago Fire e New York City FC, club pronti a offrire al belga un ingaggio importante e un campionato più compatibile con le sue condizioni fisiche. Il valore di mercato di De Bruyne è crollato a circa 10 milioni: al City ne valeva sei o sette volte tanto. Ha 35 anni e un contratto fino al 2027. I margini per una cessione esistono e sarebbero la scelta razionale.
Il punto è che il Napoli ha bisogno di altro. Ha bisogno di giocatori presenti, non di nomi da mettere sulla carta d’identità del progetto. La stagione del Napoli si gioca sulla continuità e sull’intensità, due parole che nel vocabolario napoletano di De Bruyne non compaiono.
Lo schema è sempre lo stesso: il nome conta più del rendimento
La tentazione di tenere De Bruyne è comprensibile da un punto di vista narrativo. È Kevin De Bruyne, uno dei centrocampisti più forti della sua generazione. Il nome pesa, il curriculum è straordinario, la standing ovation è garantita anche quando gioca male. Ma il calcio si fa con i numeri e con le gambe, non con i comunicati stampa. E i numeri di De Bruyne al Napoli sono quelli di un giocatore a fine corsa, arrivato nel momento sbagliato nel posto sbagliato.
La Gazzetta può scrivere che è intoccabile. Ma se De Bruyne ha saltato più partite di quante ne abbia giocate, se il suo apporto offensivo è stato inferiore a quello di Ngonge, se tatticamente non si è mai integrato nel sistema Conte, allora la domanda non è se il Napoli voglia tenerlo: è perché dovrebbe.
Il Napoli di Conte ha dimostrato di saper vincere anche senza di lui. Forse soprattutto senza di lui. Tenerlo significherebbe occupare uno slot e 6,5 milioni di monte ingaggi per un giocatore che dà garanzie solo sulla carta. E al Napoli, dopo anni di illusioni, di carta ne basta già quella dei giornali.