L’Iran parte per Antalya in ritiro pre-mondiale: accordo trovato con la Fifa? (Le Parisien)

Ci sarebbe stato un incontro costruttivo tra la federazione iraniana e il segretario generale della Fifa Mattias Grafström. Intanto l'Iran si preparerà in Turchia anche per avere più tempo per produrre i visti

L’Iran parte per Antalya in ritiro pre-mondiale: accordo trovato con la Fifa? (Le Parisien)

People on motorbikes ride past a billboard supporting Iranís national football team in the upcoming 2026 World Cup, installed on a building at Enghelab Square in Tehran on May 18, 2026. Iran's national football team was headed to Turkey on May 18 to play a final friendly match and apply for visas to fly to the United States for the 2026 World Cup, Iranian media reported. (Photo by AFP) /

La Team Melli — il soprannome della nazionale dell’Iran — è volata in Turchia per cominciare il ritiro e disputare l’ultima amichevole prima del trasferimento negli Stati Uniti per i Mondiali.  Anche se attorno alla squadra continua a pesare il nodo dei visti, non ancora del tutto risolto. Parteciperà o no ai Mondiali 2026? L’Iran, per il calendario, giocherà tutte le partite del girone negli Usa: il 15 giugno contro la Nuova Zelanda a Los Angeles, il 21 giugno ancora a Los Angeles contro il Belgio e il 26 giugno a Seattle contro l’Egitto. La base della nazionale sarà invece a Tucson, in Arizona.

Il problema è che questo Mondiale arriva in un contesto politicamente esplosivo che già conosciamo. I rapporti tra Teheran e Washington sono tornati tesissimi dopo gli attacchi statunitensi e israeliani del 28 febbraio contro l’Iran, seguiti da una tregua fragile e da nuovi timori di escalation nell’area del Golfo e tutto ciò che ne è conseguito. Proprio per questo la partecipazione iraniana non è mai stata una questione soltanto sportiva: Le Parisien racconta che nelle ultime settimane il presidente della federazione Mehdi Taj aveva denunciato ritardi e difficoltà nella concessione dei visti, mentre la Fifa si è mossa per rassicurare formalmente la federazione iraniana e garantire che la squadra possa partecipare regolarmente al torneo.

Sabato a Istanbul c’è stato un incontro definito “costruttivo” tra la Fifa e la federazione iraniana. Il segretario generale Mattias Grafström ha ribadito che l’Iran sarà accolto al Mondiale e che l’obiettivo è rendere la sua partecipazione il più possibile lineare dal punto di vista operativo. Anche perché la Fifa non vuole casi politici. Figuriamoci.

La Fifa non vuole casi politici, intanto l’Iran parte per il ritiro in Turchia.

La scelta della Turchia come tappa intermedia serve anche a questo. Antalya diventa una base tecnica, certo, ma anche diplomatica: da lì l’Iran proverà a completare le procedure per i visti prima di volare negli Stati Uniti. La nazionale ha in programma un’amichevole contro il Gambia il 29 maggio e spera di arrivare al Mondiale con una preparazione almeno dignitosa. Le Parisien scrive che dentro questa vicenda c’è tutto il paradosso del Mondiale 2026. La Fifa continua a raccontarlo come il torneo più inclusivo della storia, ma la realtà mostra quanto sia difficile separare il calcio dalla geopolitica.