Le Wanna Marchi del calciomercato

Perché i tifosi hanno sempre più di bisogno di credere a un account qualsiasi che su X inizia a sparare nomi a raffica? Perché il tifoso vuole sognare, illudersi, e il mercato è lì per accontentarlo: gli insider sono spuntati come funghi

Le Wanna Marchi del calciomercato

Un tempo il caldo feroce, scoppiato all’improvviso in questi giorni, segnava l’addio alla primavera e l’ingresso nell’estate. Ora non è più così: le giornate che si allungano, l’afa e le zanzare segnalano un’altra cosa, l’avvio del calciomercato estivo e il riemergere dei suoi alfieri, che dopo mesi di poca attività sono pronti a deliziarci con le loro hit estive.

Ormai il mercato non è più un’appendice separata della stagione, ma una continuazione della stessa, una partita che si gioca su chi arriva prima, sul “l’ho detto prima io” e su chi ha l’esclusiva più succosa. La posta in gioco è la fidelizzazione dei tifosi e se va bene anche un po’ di soldi. Il campo? Le fantasie dei tifosi, così facilmente infiammabili, così poco impermeabili.

È un fenomeno che, senza alcun tipo di esagerazione, meriterebbe studi sociologici approfonditi, in quanto riflesso di dinamiche macro-socioeconomiche applicate al micro mondo dei movimenti di mercato estivi. L’ansia, la frustrazione, la gioia, l’eccitazione e ogni nuovo nome: il tifoso le prova tutte. È una sniffata perpetua, un roller coaster di up and down che ci accompagna per tre mesi belli pieni.

Non diremmo mai “i coglioni vanno inculati”

Perché i prodotti-monnezza che una delle truffatrici più famose d’Italia svendeva con un tono di voce leggermente fastidioso funzionavano? Perché una torma di persone si lasciava illudere che una crema miracolosa potesse effettivamente far perdere chili senza passare dal continuo, faticoso percorso di palestra e dieta

Ecco, noi non diciamo che “i coglioni vanno inculati”, perché è una grezzata che non ci appartiene, ma ci preme notare che il concetto è più o meno lo stesso.

Cosa scatta nella testa di un tifoso che decide di affidarsi ai cosiddetti insider di mercato? Perché c’è questo bisogno di credere a un account qualsiasi che su X inizia a sparare nomi a raffica? Semplice: perché il tifoso ha bisogno della sua dose giornaliera di sogni, illusioni e verità a cui aggrapparsi. Ha bisogno di pensare che ci sia qualcuno pronto a sapere sempre una cosa in più.

È un fenomeno che negli anni si è radicalizzato a livelli estremi: gli insider sono come funghi, e perché non dovrebbero esserlo? Il gioco vale la candela, in caso di errore basta dire che il mercato è volatile e le trattative cambiano dalla sera alla mattina. E al tifoso? Nulla, va bene così: è già pronto alla prossima bugia.

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Un’attività che (spesso) rispecchia l’oroscopo

Eh sì, perché tolto chi ha effettivamente contatti diretti con direttori sportivi e procuratori e quindi parla con cognizione di causa, il mercato è spesso uno sparare nel mucchio o una pesca a strascico: prima o poi una la beccano.

Se dici sempre “domani pioverà”, prima o poi potrai dire “visto? è come dicevo io, ha piovuto”. Quindi previsioni vaghe, interpretazioni forzate e aspettative più emotive che reali. Cosa ci ricorda? Appunto, l’oroscopo, che funziona semplicemente perché soddisfa un bisogno, una componente emozionale necessaria nella vita quotidiana. Si lascia spazio a o a credere un po’ a quello che si vuole credere. E va bene così.

Dunque, ci siamo. La giostra è partita. Buona fortuna a tutti.