Chiedete ai tifosi del Milan se è bello avere i fondi come società

La tragedia (calcistica) dei rossoneri: la Gazzetta condanna Allegri ("deve andare via"), Condò e Ordine invece puntano più sulle responsabilità del club

Chiedete ai tifosi del Milan se è bello avere i fondi come società

Cm Milano 13/08/2024 - amichevole / Milan-Monza / foto Cristiano Mazzi/Image Sport nella foto: Geoffrey Moncada-Giorgio Furlani-Paolo Scaroni

Il Milan non è allo sbando, di più. Ma di chi è la colpa? Di chi sono le responsabilità? La risposta più ovvia, e forse anche la più credibile, è che vadano spalmate. Gli anti-Allegri ovviamente sono scatenati. Lo attaccavano quando era primo in classifica, figurarsi ora che rischia una clamorosa uscita dalla prossima Champions. Sui social fanno a gara a imputargli le peggiori nefandezze. Manca poco al ritrovamento di una traccia del suo Dna dalle parti di Garlasco.

I tifosi rossoneri fanno i conti con il fondo RedBird e si rendono conto che avere un club in mano ai fondi non è la cosa migliore che possa accadere. Certo i cugini dell’Inter continuano a vincere ma lì hanno un uomo forte in società – Marotta – mentre al Milan è un arcipelago dirigenziale in cui tutti sono contro tutti. Non a caso i tifosi hanno chiesta la testa (metaforica) dell’amministratore delegato Furlani. A questo vanno aggiunte le responsabilità del tecnico. Perché uno con la sua esperienza dovrebbe guidare la nave in porto sempre e comunque, a prescindere dalla tempesta.

Vediamo cosa dicono gli altri.

L’anno con Redbird finisce sempre allo stesso modo, con i tifosi che contestano

Paolo Condò sul Corriere della Sera, invece, scrive soprattutto della società.

E scrive così:

Le stagioni del Milan di Redbird finiscono sempre allo stesso modo, le curve che si svuotano a partita in corso, la contestazione che dalla società si allarga alla squadra, i calcoli febbrili su quale asset alienare (parliamo anche noi il linguaggio della finanza) per baloccarsi anche la prossima estate con il player trading. 

La Gazzetta dello Sport, con Sebastiano Vernazza, invece non ha dubbi. Imputato unico e condannato unico: Max Allegri.

Fino a un paio di mesi fa il risultatismo di Massimiliano Allegri aveva mascherato il suo inesistente giochismo. Da tempo, il gioco è diventato il lato oscuro della luna allegriana, deficit qua e là compensato da una certa destrezza tattica, intesa come capacità di adattamento agli avversari. Quando il Milan deve imporsi, governare, come ieri, finisce preda della notte più fonda.

La Gazzetta dà il benservito ad Allegri

La Gazzetta si chiede poi: che cosa andrebbe fare una squadra del genere in Champions? A rimediare figuracce, a sporcare il suo prestigio internazionale?

E poi la Gazza auspica una rivoluzione.

Via tanti giocatori e via Allegri, perché è vero che l’obiettivo era il ritorno in Champions, e se fosse centrato, l’allenatore sarebbe inattaccabile sotto
tale aspetto, però c’è maniera e maniera di rispettare i traguardi prefissati. Così no. Così sarebbe qualcosa di risicato, di fortuito, di raffazzonato.

Franco Ordine sul Corriere dello Sport torna a puntare l’indice sulla società:

Bisogna mettere in fila tutti gli eventi precipitati in sequenza per capire la formazione della tempesta perfetta che ieri sera ha messo nei guai Allegri e i suoi. I primi inquietanti segnali sono arrivati dall’attacco rimasto senza munizioni dall’inizio di gennaio quando Pulisic e Leao han perso le misure della porta.

E scrive che il mantra del club è sempre stato: “non ci sono soldi”.

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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