La Champions è una miniera d’oro: al Napoli garantiti quasi 44 milioni (anche perdendole tutte)
Calcio e Finanza stima i ricavi minimi per i club italiani qualificati alla Champions. L'Inter sfonda il tetto dei 50 milioni, il Napoli si attesta sui 43,6. E questo senza contare i botteghini e gli eventuali punti conquistati.

Napoli 01/10/2025 - Champions League / Napoli-Sporting Lisbona / foto Image Sport nella foto: esultanza gol Rasmus Hojlund
La qualificazione alla Champions League non è solo un traguardo sportivo o una questione di prestigio; è, prima di tutto, un gigantesco pallottoliere che salva i bilanci e permette di fare mercato. Con la fine del campionato di Serie A e l’ufficialità delle italiane ammesse alla terza edizione del nuovo format (quello varato nel 2024/25, con classifica unica e 36 squadre partecipanti), è tempo di fare i conti in tasca ai club.
Calcio e Finanza ha elaborato le stime dei ricavi minimi garantiti per Inter, Roma, Napoli e la clamorosa matricola Como, in vista della lunga corsa che porterà alla finale di Madrid del 5 giugno 2027. E le notizie, per le casse societarie, sono eccellenti. La Uefa ha aumentato il montepremi globale, portandolo a 2,47 miliardi di euro (contro i 2 miliardi del ciclo precedente), garantendo un tesoretto sostanzioso ancor prima di scendere in campo.
Il tesoretto azzurro: per il Napoli 43,6 milioni “di base”
Il Napoli di De Laurentiis, qualificatosi alla massima competizione europea, può già sorridere guardando il bilancio. Secondo le stime, il club partenopeo ha garantito un incasso minimo di 43,68 milioni di euro. Questa cifra rappresenta la base di partenza assoluta. È, paradossalmente, la somma che il Napoli incasserebbe se chiudesse il girone all’ultimo posto, perdendo tutte e otto le partite in programma: un’ipotesi puramente teorica e sportivamente catastrofica, ma che dà la misura del peso economico del torneo.
Da cosa derivano questi 43 milioni? Prima di tutto dal ricco bonus di partecipazione, uguale per tutte le 36 squadre, che ammonta a 18,62 milioni di euro. A questo va aggiunto il premio minimo legato al piazzamento in classifica (275mila euro, che spetta a chi si piazza ultimo) e le quote derivanti dal cosiddetto “value pillar”.

Il Napoli, infatti, incasserà circa 16,83 milioni dalla quota europea (legata ai diritti tv) e 7,95 milioni dalla quota non europea (basata sul ranking storico). Una cifra di tutto rispetto, che non tiene conto né degli eventuali bonus vittoria (2,1 milioni a successo) e pareggio (700mila euro), né, soprattutto, dei ricavi da botteghino: le quattro sfide casalinghe al Maradona garantiranno un ulteriore e massiccio afflusso di denaro nelle casse di Castel Volturno.
Le altre italiane: l’Inter comanda, il Como si gode il sogno
Se il Napoli si attesta sopra i 43 milioni, a guardare tutti dall’alto nella speciale classifica dei ricavi è l’Inter. Forte degli ottimi risultati europei delle ultime stagioni, il club nerazzurro si assicura un incasso minimo di 50,92 milioni di euro. Anche per l’Inter, il grosso della differenza lo fa il “value pillar” (quasi 32 milioni complessivi tra quota europea e non europea).

Dietro ai nerazzurri si piazza la Roma, con un tesoretto garantito di 49,39 milioni di euro. I giallorossi beneficiano di un ranking solido, costruito con partecipazioni costanti alle coppe europee (seppur non sempre in Champions League), che garantisce un flusso di cassa importante.
E infine c’è la favola del Como. La matricola lombarda entra dalla porta principale nel calcio dei grandi incassi e, pur non avendo uno storico europeo recente, si assicura un premio minimo di 37,32 milioni di euro. Un vero e proprio colpo grosso per un club neopromosso in Champions, che potrà utilizzare questi fondi per consolidare la propria posizione e godersi il viaggio senza l’ansia dei conti in rosso.