Hojlund preoccupa e non poco, non ha mai tirato in porta nelle ultime cinque partite
Tre assist contro Parma, Cremonese e Bologna, ma i suoi dati realizzativi e di tentativi non sono da centravanti titolare del Napoli. Gli azzurri avranno la pazienza di aspettare la sua crescita?

Napoli's Danish forward #19 Rasmus Hojlund fights for the ball with Bologna's Norwegian defender #5 Eivind Helland during the Italian Serie A football match between SSC Napoli and Bologna FC 1909 at the Diego Armando Maradona Stadium in Naples on May 11, 2026. (Photo by CARLO HERMANN / AFP)
Rasmus Hojlund ha segnato 10 gol in 31 partite di Serie A con la maglia del Napoli. Ma l’ultima rete risale alla partita col Lecce del 14 marzo, ovvero prima dell’ultima sosta delle Nazionali. Sì, ha fornito 3 assist contro Parma, Cremonese e Bologna (delizioso quello di ieri ad Alisson Santos per il 2-2 dopo aver protetto il pallone in maniera perfetta) ma i dati in termini di tiri in porta e realizzazioni preoccupano.
I dati di Hojlund preoccupano: zero tiri in porta nelle ultime 5 partite
Innanzitutto, il danese non è tra i primi venti nella classifica dei tiri in porta in Serie A, e parliamo comunque di un calciatore del Napoli, squadra al momento seconda in classifica e che sta lottando per un posto in Champions.
Inoltre, Hojlund non ha realizzato neanche un tiro in porta nelle ultime cinque gare del Napoli, contro Parma, Lazio, Cremonese, Como e Bologna, dove gli azzurri hanno totalizzato 1 vittoria, 2 pareggi e 2 sconfitte.
Non sono mancati, però, i tiri totali: secondo le statistiche di fbref, ne ha realizzati due contro il Parma, tre contro la Lazio, quattro contro la Cremonese, uno contro il Como, zero ieri contro il Bologna.
Questi elencati non sono certamente dati da centravanti titolare di una squadra che fino a qualche mese fa lottava ancora per lo scudetto.

Il danese è in grado di essere il centravanti del futuro del Napoli?
Ora la domanda sorge spontanea: Rasmus Hojlund può davvero essere il centravanti del futuro del Napoli? È un classe 2003, un centravanti moderno, che sicuramente non ha la fisicità delle passate punte del Napoli, ma uno che ama attaccare la profondità e lavorare anche per i compagni. Negli ultimi anni gli azzurri hanno avuto diversi modelli di centravanti; Dries Mertens “falso nove” che creava e poi concludeva a rete, oppure Victor Osimhen, dominante fisicamente e atleticamente; Romelu Lukaku non ha l’esplosività di Osimhen, ma dà un certo peso offensivo, come abbiamo visto la scorsa stagione. Hojlund sembra viaggiare in una terra di mezzo: ha delle caratteristiche di Osimhen in merito all’intensità, ma non è un goleador come il nigeriano, per ora.
Il suo problema principale sembra essere la maturazione sia tecnica, che mentale. Non è un attaccante costante e non regge i novanta minuti; spesso, infatti, appare molto stanco negli ultimi sprazzi di gara. Ad oggi non sembra pronto a caricarsi una squadra sulle spalle, soprattutto un Napoli che lotta per i vertici in Serie A e per andare il più avanti possibile in Champions; quest’anno gli azzurri si sono fermati alla fase a girone unico. Il centravanti ex United è ancora acerbo e deve necessariamente crescere in fretta, altrimenti rischia di vedersi il posto da titolare sfumare se dovesse arrivare qualcuno più pronto di lui.
Ora bisognerà capire: il Napoli avrà la pazienza di aspettare la sua evoluzione? Forse si scoprirà nel calciomercato estivo.