Gli interisti ancora rosicano per Pedro e lo scudetto dello scorso anno

Esultanza sul web per la pallonata che Luis Henrique gli tira in faccia. Tutti quei fischi a Pedro perché lo scorso anno fece il suo dovere, lui non si chiama Bastoni

Gli interisti ancora rosicano per Pedro e lo scudetto dello scorso anno

Db Milano 18/05/2025 - campionato di calcio serie A / Inter-Lazio / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: esultanza gol Pedro

Un doblete a suggellare una stagione inaspettata, in primis per il mondo nerazzurro intimorito dalla poca esperienza di Chivu e dalle macerie mentali che ingombravano la squadra dopo la storica finale di Champions con il Psg (finita 0-5), e un ruolino di marcia (almeno contro le medio-piccole) di tutto rispetto non sono evidentemente bastati a cancellare le ombre dai ricordi dei tifosi della Beneamata. È empiricamente evidente come un certo calciatore spagnolo e il motivetto che lo accompagna proprio non vadano giù. Povero Pedrito, campione assoluto e icona del Barcellona, reo di aver fatto il proprio mestiere di calciatore contro una tifoseria (almeno una parte) che proprio non riesce a non sentirsi intoccabile.

Pedro e un fastidioso doppiopesismo

Ieri, in finale di Coppa Italia, l’attaccante bianconceleste è stato sommerso di fischi provenienti dalla curva destinata agli interisti e, badate bene, dagli stessi interisti che bacchettavano il resto d’Italia per i fischi destinati al povero Bastoni. Lì addirittura si erano mobilitati per difenderlo, mentre si armava tutta la contraerea rosa di Milano per giustificare la simulazione e l’esultanza. Lì i fischi erano sbagliati ed eccessivi, qui invece corretti. Ma come osi fare ciò per cui vieni pagato? Ragionamenti tipici di chi è abituato a vivere in una dimensione parallela alla nostra, ma è sempre bene ricordare che non si può pretendere di ferire senza subire colpi, né di sfottere senza essere sfottuti.

bastoni rocchi arbitri

Il colmo? La pallonata di Luis Henrique che quasi gli spaccava la faccia, accolta con giubilo, ilarità e gioia dal crasso popolo del web (e non solo). Si va dal “ho goduto, solo per questo va confermato” al “ben gli sta” al “ma che pallonata meravigliosa”. Ora immaginate se un calciatore X avesse dato una pallonata in faccia a un calciatore Y dell’Inter.  E non è nemmeno questione di essere bacchettoni, è proprio la questione del doppiopesismo che, come una malattia endemica avvolge parte del tifo nerazzurro che non spreca attimo per ammorbarci con la sua fastidiosa morale al chilo. E a proposito, qualcuno ha notizie di padre Chivu, sempre così celere nei suoi sermoni? Qualcuno l’ha sentito catechizzare sui fischi o sulla pallonata? Ce lo saremo perso noi.

Un antico astio?

Alcuni blaterano addirittura di un astio risalente all’anno del Triplete, anno in cui Pedro era al Barcellona sconfitto dai nerazzurri in semifinale con codazzo di polemiche incluso. Sì, non è che migliori molto le cose: sono passati 16 anni. Sedici anni di astio? Sembra un filino esagerato, soprattutto per una semifinale di Coppa dei Campioni. Una parte del tifo nerazzurro sembra proprio incapace di non prendersi così tanto sul serio, con questi atteggiamenti passivo-aggressivi da lesa maestà di chi poi effettivamente non è così tanto sicuro della propria maestà. E dunque, l’ipocrisia non può che germogliare spontaneamente. L’anno scorso deve aver fatto male sul serio, ma non disperate: la vita va avanti comunque. E nel ricordarvelo ci sembra giusto rammentarvi che Pedro pedro, pedro, pedro, pe rimane pur sempre il meglio di Santa Fe.

Classe 2000. Scrivo di sport, soprattutto di calcio e del Napoli, come collaboratore e occasionalmente editorialista.

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