Fabregas: “Incazzato per non aver vinto. Con Harry Kane o Ronaldo facevamo tripletta”

In conferenza stampa dopo lo 0-0, Cesc Fabregas alterna rabbia e orgoglio: la prestazione del Como contro i campioni d'Italia c'è stata, ma "se non segni vuol dire che qualcosa manca". E ammette: serve un Harry Kane o un Ronaldo per fare il salto. Visione di lungo periodo: "tra 3-4 anni vedremo molte più vittorie".

Fabregas: “Incazzato per non aver vinto. Con Harry Kane o Ronaldo facevamo tripletta”

Mg Milano 21/04/2026 - Coppa Italia / Inter-Como / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Cesc Fabregas

In conferenza stampa, Cesc Fabregas apre con un’autoanalisi divertita: “Per far felice qualcuno devo dire che sono incazzato per non aver vinto, per altri grande prestazione”. Non sceglie. È entrambe le cose, perché lo 0-0 di Como-Napoli è — dal suo punto di vista — esattamente questo: il rammarico per i tre punti mancati e l’orgoglio per aver tenuto testa per novanta minuti ai campioni d’Italia.

Fabregas dopo Como-Napoli: “Quando vai uno contro uno col portiere e non segni, qualcosa manca”

La prima parte della conferenza è dedicata alla lettura tattica della partita. Fabregas la rivendica con chiarezza:

“Abbiamo preparato la partita nella maniera in cui abbiamo giocato, abbiamo pressato come dei matti, fatto contropiedi, fatta densità in mezzo al campo, abbiamo fatto una partita scomoda per loro ma non è bastato per vincere. Giocando così accetterei di perdere, non aspetterei mai l’avversario ma stiamo crescendo tantissime volte: qualche volta abbiamo perso e qualche volta abbiamo vinto”.

E poi la frase che pesa più di tutte:

“Quando fai di tutto per andare uno contro uno contro il portiere e non segni vuol dire che qualcosa manca”.

È il punto onesto. Il Como ha trovato Douvikas a tu per tu con Milinkovic-Savic all’8′ e l’attaccante greco non ha trovato la rete (Rrahmani salva sulla linea), Diao smarcato da Nico Paz al 31′, altre due o tre occasioni nitide. Tutto questo contro un Napoli che come ha ammesso anche su queste pagine il Napolista è arrivato lento e svogliato, eppure Fabregas non ha portato a casa i tre punti. Quel “qualcosa manca” è il punto vero — e arriva subito dopo nella sua riflessione.

“Harry Kane o Ronaldo magari fanno tripletta”: il limite del Como è in attacco

La frase che firmerà la conferenza è arrivata pochi minuti dopo. Parlando della differenza tra la giocata e il gol mancato, Fabregas ha ammesso senza giri di parole:

“La giocata l’abbiamo fatta, poi fare gol o meno dipende anche da chi hai in campo: Harry Kane o Ronaldo magari fanno tripletta, ma i ragazzi in attacco hanno fatto una prestazione difensiva incredibile”.

Detto da uno che il calcio internazionale lo ha frequentato da campione, e da uno che oggi siede su una panchina che cresce, è una dichiarazione che non si può liquidare come banale. Il Como di Fabregas ha Douvikas (12 gol in stagione) come miglior marcatore, Morata in panchina, qualche giovane di prospettiva. Mancano i sessanta-gol-a-stagione di Kane o Cristiano Ronaldo — letteralmente — ed è il delta che separa una squadra da Champions in costruzione da una squadra che lo scudetto lo gioca davvero. Il tecnico catalano lo dice senza vittimismo: “Non possiamo aspettarci di vincere tutte le partite, altrimenti staremmo lottando per lo scudetto: manca qualcosa per andare ad un livello top, ma lo sapevamo”.

“Tra 3-4 anni vedremo molte più vittorie”: il progetto di Fabregas è di lungo periodo

L’altra cifra della conferenza è la lucidità del piano. Fabregas non sta costruendo una vittoria, sta costruendo un ciclo. E lo dice in modo esplicito:

“Quanta più continuità abbiamo con questi ragazzi, tra 3-4 anni vedremo molte più vittorie. Questi ragazzi me la danno, mi ricordo la partita di Sassuolo, di Parma all’andata, altre partite negative ma su oltre 40 partite ce ne sono davvero poche. Guardate dov’erano un anno e mezzo fa, e guardate dove sono adesso”.

Una squadra giovane che gioca un calcio aggressivo, un tecnico che si prende il rischio di “andare uno contro uno e accettare di perdere giocando così” piuttosto che congelare il pari. È il rovescio della medaglia rispetto a un Napoli — campione d’Italia in carica — che come scrivevamo dopo il pari ha ancora un dossier De Bruyne aperto e un finale di stagione tutto da definire. Conte, intanto, ha difeso il belga in conferenza dicendo che “sta come stava contro la Cremonese, ha fatto la sua parte”. Due tecnici, due conferenze, due visioni diverse della stessa partita.

E poi c’è la chiusura asciutta su Nico Paz, dopo che in sala Dazn aveva respinto le voci di mercato con il suo “E chi ve lo dice?”. In sala stampa, Fabregas si limita a: “Ha fatto una buona partita”. Tre parole. Più della metà di quello che si poteva dire, in uno scenario in cui il Real Madrid ha già la clausola pronta.

Il Como esce dal Sinigaglia con un punto e una conferenza stampa che vale doppio: non per quello che dice oggi, ma per come prefigura il domani. E con un tecnico che ha la lucidità di ammettere che gli manca un Kane senza piangerci sopra.

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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