Zanardi l’uomo che aveva sconfitto più volte la morte con la forza della vita
È morto. È sempre stato un inno alla vita. Nel 2001 il terribile incidente che portò all'amputazione delle gambe. Campione paralimpico in handbike. La sfortuna lo ha tormentato

Alex Zanardi participates in the Paralympic Culture Festival organized by the Italian Paralympic Committee to spread the knowledge of the world of disability and sport, in Padova, Italy, on November 7, 2019. He talked about his victories to a large audience in the main hall of the Festival (Photo by Mauro Ujetto/NurPhoto) (Photo by Mauro Ujetto / NurPhoto / NurPhoto via AFP)
Alex Zanardi è morto. Non aveva ancora compiuto sessant’anni. L’ha comunicato la famiglia. Zanardi è stato molto più che un pilota. È stato un riferimento, un esempio pressoché unico di abnegazione e di voglia di vivere. Ha sempre reagito con determinazione alle tante e profonde avversità della vita. La prima delle quali avvenne nel 2001 in Germania: uno schianto a trecento chilometri orari che gli portò via le gambe. Uno scontro terrificante, immagini cruente. Alex non si arrese. Si sottopose a quindici operazioni e tornò con le sue gambe al titanio.
Zanardi era una leggenda negli Stati Uniti
Aveva già gareggiato in Formula Uno ed era una leggenda negli Stati Uniti dove era uno dei protagonisti della IndyCar. Tante le battute che faceva. “Sono talmente emozionato che non mi sento le gambe”, una di queste. Si fece realizzare comandi speciali per tornare a correre. Poi, si diede all’handbike. E alle Paralimpiadi del 2012 vinse due ori e un argento. Nel 2016, ancora così: due ori e un argento. È sempre stato un uragano di entusiasmo. È sempre stato un inno alla vita.
Poi, nel 2020, la sfortuna lo travolse nuovamente. Il 19 giugno del 2020, nei pressi di Pienza, un tragico scontro con un camion mentre lui era in handbike. Un mese in coma, fratture alla faccia e lungo il corpo. Altre operazioni. Il ritorno a casa dopo oltre un anno ma stavolta non si è ripreso. Il silenzio, poche notizie, fino a quella di stamattina.
Era diventato un volto televisivo, tra le altre cose ha condotto il programma tv Sfide.
È stato un esempio. È noto in tutto il mondo e lascia un vuoto enorme, non solo nel mondo dello sport.