De Bruyne la solita partita anonima, Conte lo cambia al 60esimo
Acquisto sbagliato, è bene che l'anno prossimo vada via. Il belga è l'ombra del calciatore che fu. Meglio un asino vivo che un professore morto

Dc Napoli 05/10/2025 - campionato di calcio serie A / Napoli-Genoa / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Kevin de Bruyne
A Como il film si rompe. Kevin De Bruyne è stato troppo frettolosamente dipinto come l’uomo della rinascita del Napoli — il gol al 4-0 sulla Cremonese, le rimonte trascinate contro Genoa e Lecce, gli assist a Hojlund, l’aria del fuoriclasse rimesso in moto —, al Sinigaglia il belga torna nell’ombra. Conte lo richiama in panchina al 60′ inserendo Frank Anguissa. La traduzione in tv è netta: “Kevin De Bruyne è irriconoscibile“, commenta in diretta il telecronista mentre il numero 11 lascia il campo.
De Bruyne irriconoscibile: la rinascita era un fuoco di paglia?
Il pezzo che resta a casa, dopo Como-Napoli, non è il punto in trasferta — pesante in chiave scudetto — ma la prestazione del belga. Pochi tocchi, nessuna idea, ritmo basso, qualche sbracciata di troppo (al 36′ aveva colpito al naso Perrone, episodio non visto da Fabbri che Marelli ha certificato come fallo). Conte ha visto e ha agito, senza tante cerimonie, al 60′.
È il rovescio della stessa medaglia che da metà aprile in qua aveva mostrato un De Bruyne in ripresa — almeno secondo la grande stampa. Tuttosport, un mese fa, scriveva senza mezzi termini che “la certezza di Conte si chiama De Bruyne, se c’è lui il Napoli è quasi imbattibile”. Cinque settimane dopo, alla 35esima giornata e nel turno potenzialmente spartiacque per lo scudetto, Conte lo cambia al 60′ e il telecronista di Sky lo descrive come irriconoscibile. La distanza tra le due narrazioni è il vero tema della giornata.
La linea Napolista: “L’anno è stato sostanzialmente fallimentare”
Su queste pagine, a metà aprile, avevamo scritto che l’anno di De Bruyne a Napoli era stato “sostanzialmente fallimentare”, nonostante il rientro dall’infortunio sembrasse aver acceso un nuovo capitolo. Non era un giudizio definitivo, e non lo è nemmeno oggi. Ma è una linea che la prestazione di Como conferma: la curva di rendimento del belga, in questa stagione, è troppo discontinua per appendere a lui le speranze del finale di campionato. Tre buone gare di fila non riscrivono un anno di assenze e prestazioni a intermittenza. Una serata da spettatore a Como riapre tutti i dubbi.
Conte e il precedente di Milan-Napoli: il cambio non è una novità
Il cambio al 60′ contro il Como non è il primo di stagione. A settembre, in Milan-Napoli, Conte aveva tolto De Bruyne suscitando il malumore evidente del belga. Conte rispose in conferenza stampa con la sua battuta tagliente: “Spero fosse arrabbiato per il risultato, altrimenti ha trovato la persona sbagliata”. Il rapporto tecnico-giocatore, da quella sera, è rimasto un punto sensibile. Oggi, al Sinigaglia, Conte ha rifatto la stessa scelta: senza pensarci troppo.
Restano quattro giornate per capire se il De Bruyne di marzo-aprile era una parentesi o una direzione. La gara di Como dice che la parentesi va riaperta. E che il dossier sul futuro del belga al Napoli — già aperto a inizio stagione tra ingaggio pesante e rendimento incerto — torna prepotentemente sul tavolo di chi dovrà prendere le decisioni a giugno.