Elementare Sinner, la tattica semplice che nessun altro sa usare
La spiega con i dati il New York Times: martella negli angoli e uccide con i lungolinea. Sembra banale, ma così lo fa solo lui

Italy's Jannik Sinner smiles to coach after winning against Austria's Sebastian Ofner during the ATP Rome Open tennis tournament at Foro Italico in Rome on May 9, 2026. (Photo by Tiziana FABI / AFP)
Elementare Sinner. Ma efficace ed efferato come un killer. Il New York Times lo descrive così, ma divertimento fumettistico a parte, il giornale prova a spiegare analiticamente l’arma di questo delitto perpetuo: come Sinner sta uccidendo il tennis moderno, un avversario dietro l’altro. Lo fa analizzando le percentuali, i dati, incrociandoli con i feedback delle sue vittime. Perché la cosa bella è che loro, le vittime, lo sanno. “Sanno come Sinner le intrappolerà negli angoli di un campo da tennis, prima di lasciarle godere del peggior tipo di conforto che si possa trovare nello sport: quello in cui si percepisce quanto sia illusorio, anche mentre si sprofonda negli scambi continui che costituiscono il pane quotidiano del tennis”.

Il killer perfetto
“Ogni assassino ha i suoi metodi preferiti – scrive il Nyt – che si tratti di una pistola o di un veleno. Pete Sampras e John McEnroe usavano le loro potenti battute e i loro asfissianti giochi a rete. Rafael Nadal amava infliggere la morte con mille colpi, trovando piacere nel mettere a segno 14 estenuanti colpi per preparare il colpo di grazia al quindicesimo. Sinner induce i suoi avversari in un falso senso di sicurezza. Un attimo prima, stanno intrattenendo la più elementare forma di conversazione amichevole sul campo da tennis. Uno scambio incrociato. Rovesci o dritti. La palla che rimbalza sulla rete da un angolo all’altro. Prima ancora che se ne accorgano, Sinner cambia direzione, sparando la palla lungo la linea e nello spazio libero. Non ha nemmeno bisogno di colpirla con molta forza. La profondità, la precisione e l’effetto topspin fungono da spinta finale, facendola precipitare nel burrone sottostante”.

Un po’ di numeri a supporto
Nelle ultime 52 settimane, ha vinto il 57% dei punti giocati da fondo campo (secondo i dati di Courtside Advantage, citati dal Nyt). Solo Djokovic e Alcaraz gli si avvicinano, rispettivamente con il 56,4% e il 55,8%. Solo il 17% dei suoi colpi di diritto e il 29% dei suoi rovesci atterrano nella zona centrale del campo. Entrambe le percentuali sono inferiori alle medie del circuito. “Data la sua grande costanza, non ha bisogno di affrettare il colpo decisivo. Nell’ultimo anno ha eseguito colpi incrociati di dritto e di rovescio nel 37% dei suoi colpi. È anche significativamente al di sotto della media del tour per quanto riguarda la frequenza con cui cambia direzione. Ma quando lo fa, lo fa con la massima efficacia”.
“I rovesci e i dritti lungolinea di Sinner, così come il suo dritto inside-in, gli permettono di vincere il punto o di aumentarne le probabilità di successo nel 55% dei casi. Per il resto del circuito, la media è del 37%”.
“La precisione e l’affidabilità di questi colpi, apparentemente ad alto rischio, spiegano in gran parte perché Sinner non perda praticamente mai al giorno d’oggi. Persino gli avversari che hanno trascorso la loro carriera a torturare gli avversari usando tattiche molto simili rimangono sbalorditi dall’efficacia di Sinner”.