Difesa, rilanci e contropiede letale: il Psg non vende sogni, ma solide realtà
Per L'Equipe Luis Enrique smentisce un bel po' di luoghi comuni sul possesso palla: Safonov ha rinviato la qualunque, e così ha disinnescato il pressing altissimo del Bayern

2023 archivio Image Sport / Calcio / Paris Saint Germain / Luis Enrique / foto Imago/Image Sport ONLY ITALY
Il Psg smentisce i consueti luoghi comuni sulle squadre di possesso palla. E non lo diciamo noi, impallinati della ridefinizione del “bel calcio” al di fuori della letteratura imperante. Lo dice L’Equipe, nella sua analisi minuziosa dell’1-1 che ha teletrasportato i francesi in finale di Champions e in una nuova dimensione – anche, si spera – del calcio commentato. Perché la squadra di Luis Enrique “ha dimostrato ancora una volta – parole di L’Equipe – di essere capace di difendere per quasi un intero tempo dentro la propria area senza sembrare in difficoltà sul campo del prolificissimo Bayern Monaco (168 gol dall’inizio della stagione)”.
I rilanci tattici di Safonov
Citiamo ancora: “Questa squadra ha talmente tanta fiducia nel proprio blocco basso, guidato dall’imperiale Pacho, da potersi permettere di lasciare il proprio portiere senza mai giocare corto, senza avere la sensazione di tradire i propri principi. Matveï Safonov ha rinviato tutti i palloni delle riprese di gioco, il più delle volte in fallo laterale mirando alle fasce (21% di passaggi riusciti), ma così facendo la squadra di Luis Enrique non ha concesso alcun pallone utile al pressing bavarese. Era chiaramente una delle priorità della serata”.
Cosa leggiamo mai: difesa nella propria area… rilanci del portiere come tattica studiata a tavolini. Eresia. All’estero apprezzano.
Pure il contropiede
Per L’Equipe “la qualità individuale dei giocatori ha fatto il resto – cioè la parte più difficile – permettendo al Psg di portarsi in vantaggio. E questa squadra così generosa offensivamente ha potuto mostrare tutte le proprie qualità senza pallone, con giocatori che non solo accettano tutti di difendere, ma anche di restare a difendere per lunghi tratti della partita. Il Psg di Luis Enrique è ormai abituato a conquistare la qualificazione in trasferta (7 volte su 7 tentativi). Contropiedi rapidi, possesso controllato, difesa della propria area, pressing alto, ritmi elevati… Questa squadra sembra in grado di vivere qualsiasi configurazione della partita e di uscirne comunque vincente”.
Sarà forse per questo che il Guardian, analizzando la stessa partita, consiglia all’Arsenal per la finale di giocare alla stessa maniera: fate attaccare loro, difendete, andate per l’1-0. C’è uno spettro che si aggira per l’Europa: il realismo tattico.