Betis in Champions dopo 21 anni, Siviglia di Sergio Ramos a un punto dalla retrocessione: i due volti opposti dell’Andalusia
Il Betis di Pellegrini batte l'Elche 2-1, chiude matematicamente al quinto posto. Il Siviglia, appena passato sotto la proprietà guidata da Sergio Ramos, è tredicesimo con un solo punto di vantaggio sul terzultimo. La Liga ha 12 squadre in soli 6 punti.

Antony Matheus dos Santos of Real Betis celebrates a goal during the La Liga EA Sports match between Real Betis and Elche CF at La Cartuja Stadium in Seville, Spain, on May 12, 2026. (Photo by Jose Luis Contreras/NurPhoto) (Photo by Jose Luis Contreras / NurPhoto / NurPhoto via AFP)
Siviglia bipolare. La città spagnola dell’Andalusia che da sempre divide le sue piazze tra i colori biancoverdi del Betis e quelli biancorossi del Siviglia, in questa stagione 2025-26 vive un paradosso che racconta in modo perfetto la doppia anima di una città di calcio. Da una parte il Betis che vola in Champions League dopo 21 anni di assenza. Dall’altra il Siviglia, appena passato sotto il controllo di Sergio Ramos, che rischia clamorosamente di scivolare in Segunda Division.
Il Betis di Pellegrini torna in Champions dopo 21 anni
Nella notte di martedì 12 maggio è scattata ufficialmente la festa al Benito Villamarín. Il Betis ha battuto 2-1 l’Elche grazie ai gol di Cucho Hernandez e di Pablo Fornals, portando il vantaggio sul Levante sesto a otto punti — un margine matematicamente incolmabile a due giornate dalla fine.
Il quinto posto in classifica, grazie al ranking Uefa della Spagna, vale la qualificazione alla Champions League della prossima stagione. Per il Betis è una pagina di storia: l’ultima partecipazione alla massima competizione europea risale alla stagione 2005/06. 21 anni di attesa. Quattro presidenti diversi. Diverse retrocessioni in Segunda. E un ritorno costruito con pazienza dall’allenatore cileno Manuel Pellegrini, che ha trasformato il club in un punto di riferimento stabile della Liga negli ultimi anni.
Per Pellegrini, ex Real Madrid e West Ham, è anche una piccola rivincita personale. Dopo aver girato mezza Europa, è in Andalusia che sta costruendo la sua opera più completa.
Il Siviglia di Sergio Ramos: tredicesimo e a un punto dal baratro
Diametralmente opposto l’umore in casa Siviglia. Nei giorni in cui Sergio Ramos ha presentato un’offerta per acquistare il club insieme a un gruppo di investitori, la classifica racconta una stagione molto diversa da quella sognata.
Il Siviglia è tredicesimo con 40 punti, a un solo punto di vantaggio sul terzultimo posto. Nove punti ancora in palio, e un calendario impietoso: nelle ultime tre giornate gli andalusi affronteranno Villarreal (terzo), Real Madrid (secondo) e Celta Vigo (sesto). Tre partite in cui le probabilità di racimolare punti sono sulla carta minime.
Sulla panchina, Luis Garcia è subentrato dopo l’esonero di Matias Almeyda. Un cambio in corsa che però non ha invertito la traiettoria. Per un club che ha vinto sei Europa League nella propria storia recente, e che ha sempre giocato un ruolo da protagonista nella Liga, il rischio Segunda è una possibilità che dieci anni fa sarebbe stata impensabile.
E sullo sfondo c’è la figura di Sergio Ramos, che è tornato al Siviglia da giocatore due anni fa e che oggi vuole diventarne il proprietario. Definito dal Telegraph “l’ultimo sacerdote della malvagità calcistica”, Ramos si trova oggi a dover salvare prima il club che vuole comprare, e che — ironia della storia del calcio — non sembra averlo aspettato per organizzare una sopravvivenza dignitosa nella massima divisione.
La Liga compressa: 12 squadre in 6 punti
Il paradosso Siviglia non è isolato. La Liga 2025-26 si presenta all’imbocco del rush finale con una classifica pazzesca dalla settima posizione in giù. Tra Getafe (settimo con 45 punti) e Girona (dodicesimo con 39) ci sono appena sei punti. Tradotto: dodici squadre stanno ancora giocando per non retrocedere o per non incrociare i playoff.
- Getafe 45
- Real Sociedad 44
- Athletic Bilbao 44
- Rayo Vallecano 43
- Osasuna 42
- Valencia 42
- Siviglia 40
- Elche, Mallorca, Levante, Espanyol, Girona 39
- Alavés 37
L’unico già retrocesso è il Real Oviedo. Tutto il resto è ancora da decidere all’ultima giornata.
Cosa racconta questa stagione andalusa
Il contrasto tra Betis e Siviglia non è una sorpresa di una sola stagione. Negli ultimi cinque anni i biancoverdi hanno costruito un modello sportivo solido, basato sulla continuità tecnica di Pellegrini e su una politica di mercato attenta. I biancorossi hanno invece bruciato cicli, allenatori (sette negli ultimi sette anni) e capitali, finendo per vendere i giocatori migliori senza più ricomprare di pari livello.
Ramos, con il suo gruppo di investitori, è ora il punto di svolta dichiarato del club. Ma la prima missione — prima di pensare a rivoluzioni e ricostruzioni — è banalissima e disperata: rimanere in Liga.
Tre partite, contro tre delle squadre più forti del campionato. La salvezza del Siviglia inizia sabato. Il Betis, intanto, può già stappare lo champagne. A Siviglia, anche stavolta, c’è chi sorride e chi piange. Due squadre, una città, due destini opposti.