Ancelotti: “Non impongo idee e strategie ai miei giocatori, non voglio soldati in campo”
Ad Athletic: "Nella mia carriera i giocatori mi hanno dato molte idee. Al Milan fu Pirlo a propormi di schierarlo mediano". Su Neymar: "Si tratta di capire se la sua condizione fisica sia buona"

Brazil's national football team coach Italian Carlo Ancelotti gestures during a press conference to announce the squad for the international friendlies against France and Croatia in Rio de Janeiro, Brazil on March 16, 2026. Pablo PORCIUNCULA / AFP
Carlo Ancelotti ha rilasciato un’intervista ad Athletic dopo aver rivelato la lista dei 55 pre-convocati del Brasile per il prossimo Mondiale. Tra i calciatori chiamati c’è anche Neymar che da quando l’italiano è ct, non ha mai esordito con la maglia verdeoro. Per l’ex Barça e Psg, a 34 anni, è l’ultima occasione di poter giocare un Mondiale.
Le parole di Ancelotti
Oggi Neymar gioca per il Santos e per i tifosi brasiliani è ancora considerato un idolo, nonostante l’età e il fatto che non sia più il grande giocatore che era in passato: “Neymar faceva e fa parte dei miei pensieri, ma una decisione definitiva sarà presa alla fine della valutazione. È un grande talento. Quello che dobbiamo valutare con lui non è se sappia controllare o passare il pallone. Si tratta di capire se la sua condizione fisica sia buona“.

Il ct ha raccontato poi di aver avuto i primi colloqui con la Nazionale brasiliana nella primavera del 2023, quando era vicino al rinnovo con il Real Madrid: “Dissi loro: ‘Se non chiudo il contratto con il Real Madrid, posso venire’. Ma alla fine ho rinnovato con il Real Madrid e allora hanno aspettato e ho firmato l’anno scorso“.
Non sono mancate dichiarazioni da parte di Ancelotti in merito alla sua ex squadra, che da due anni non vince un trofeo. Gli è stato chiesto se ci sia una resistenza da parte di alcuni calciatori per allenatori (come Xabi Alonso) che vogliono sperimentare nuove idee tattiche. E il ct del Brasile ha risposto: “No, perché così sembra che i giocatori del Real Madrid facciano quello che vogliono. Non è vero. Assolutamente una str***ata. Quando ero lì, avevo un’idea e cercavo di discuterne con i giocatori, per capire se fossero d’accordo oppure no. Lo abbiamo fatto persino nella finale di Champions League. Quando ho un’idea, il giocatore deve essere parte di quell’idea. Non voglio imporre una strategia, né soldati in campo. Voglio giocatori convinti di ciò che devono fare“.
Proprio a proposito di strategie, Ancelotti ha raccontato: “Parlare con i giocatori della strategia, nella mia carriera, è stato davvero importante perché molte idee mi sono arrivate proprio da loro. Andrea Pirlo, per esempio, quando l’ho schierato come mediano al Milan, fu un’idea sua. Mi disse: ‘Mister, provami come mediano. Sono capace di farlo’“.
Il ct del Brasile: “I calciatori quando stanno insieme giocano a carte senza guardare il telefono”
Il tecnico è rimasto molto colpito dalla cultura dei calciatori brasiliani da quando è arrivato in Sudamerica. “Condividono tutti la stessa cultura. Sono religiosi e parlano tra loro. Quando stanno insieme non guardano il telefono. Giocano a carte insieme“.
Ha infine rivelato i motivi, secondo lui, del perché il Real Madrid ha vinto sei Champions League in dieci anni: “La chiave è il livello di aspettative che il club impone a tutto lo staff. Quando vincono la Champions League, ti fanno i complimenti. Ma stanno già pensando a come vincere la prossima. Le aspettative ti danno più responsabilità, ma anche più motivazione e più concentrazione su quello che devi fare“.