Allegri: quando il Napoli sceglie contro corrente, non sbaglia mai
De Laurentiis ha bisogno di un allenatore di cui fidarsi, e a cui affidarsi. Il quinto posto con Gimenez e Füllkrug centravanti, è grasso che cola. Senza parlare delle stranezze avvenute al Milan nell'ultimo mese e mezzo

Cm Como 15/01/2026 - campionato di calcio Serie A / Como-Milan / foto Cristiano Mazzi/Image Sport nella foto: Massimiliano Allegri
L’auspicabile colpo di teatro non c’è stato. Il Napoli ed Antonio Conte si sono detti addio. Comportandosi da adulti, come è giusto che sia: senza traumi. Con qualche siparietto. Smentendosi l’un l’altro. Con l’affermazione di Conte che il presidente è la garanzia per un Napoli sempre più ambizioso. Con polemiche laterali, che sono il regalo di addio di Conte all’esercito di franchi tiratori che lo ha accompagnato per un biennio che tra qualche anno (si spera di no) potrebbe essere motivo di rimpianto. Chi è intellettualmente onesto sa molto bene che i giudizi sull’operato del tecnico sono andati ben oltre il sacrosanto diritto di critica e della buona educazione. Giudizi tagliati con l’accetta, spesso tracimati in insulti ed invettive, e…diffamazioni.
De Laurentiis torna a riprendersi la scena
Ma il motivo dell’addio non è il non essere riusciti a compattare l’ambiente. Fosse vero, finirebbe in un secondo la narrazione di un allenatore che ovunque sia andato abbia fatto benissimo, al di la di ogni ragionevole dubbio. L’ultima conferenza (quasi) congiunta che si ricordi fu quella con Benitez, segno che a volte i rapporti umani vanno ben oltre i rapporti professionali. Certamente le parole di Conte, contro i “falliti” (che bella parola, come cuoco) saranno analizzate, rivoltate, interpretate, daranno vita a considerazioni tristi. La verità è che per due anni non è stato permesso ai mercanti di entrare nel tempio. Ed in tanti non vedevano l’ora dell’addio per semplice, microscopica, ambizione personale, sperando (invano) di mettere il proprio cappello sulle decisioni del Napoli.

Mg Dimaro 22/07/2025 – amichevole / Napoli-Arezzo / foto Matteo Gribaudi/Image Sport
nella foto: Aurelio De Laurentiis-Jacqueline Baudit
Dopo un lungo biennio di silenzio il presidente De Laurentiis torna a riprendersi la scena, e dobbiamo dire non ci era mancato per niente. I soliti imbolsiti strali: sindaco juventino, stadio a via Ferrante Imparato, se la Regione investe non metto più un euro, le supercazzole sugli stadi di premier. Sembra di ascoltare i papà ottuagenari, a cui vuoi bene, ma che ormai sono superati dal tempo. Quello che il presidente ammette, è che una trattativa per la cessione del Napoli c’è stata. Vaneggia sul valore della sola Fimauro 1.3 miliardi di euro. Ma il no alla cessione, secondo alcuni potrebbe essere momentaneo. Ipotizzabile invece che rimanga tutto nelle mani del patron per altri anni. Sentirsi vivi vale molto di più di due miliardi di euro. Umanamente non si può che stare con il presidente. Auspicando invece un Napoli sempre più in alto qualche rimpianto su questi due miliardi con il passare del tempo potrebbe rivelarsi fisiologico.

Con Conte si è chiuso in maniera civile
Alla fine il giocattolo rimane nelle mani di ADL. Con buona pace di moglie, figli, nipoti, e future generazioni. Un passo in avanti però è stato compiuto: si chiude in maniera civile, da persone adulte. Con tanto di tweet di ringraziamento. Segno ulteriore della rettitudine comportamentale di Antonio Conte. Segno che il rapporto personale, per entrambi, vale molto di più del rapporto professionale. Un ringraziamento del genere è una cosa che non è successa a queste latitudini: con Higuain, con Sarri, con Spalletti. Alla fine hanno finito per essere “tutti traditori”, “tutti gliuventini”. Conte no. Conte è diverso anche in questo. Pagheremmo per poter passare un paio di giorni con Conte ed il presidente a Los Angels, un remake di “Non parlarmi, non ti sento” è scontato. In coppia, fuori dal contesto calcio, potrebbero funzionare molto di più di De Sica e Boldi. Del resto la disunità ieri sera è stata evidente solo rispetto alle prospettive azzurre.
De Laurentiis ha bisogno di un allenatore di cui fidarsi, e a cui affidarsi.
Visto che il Napoli rimarrà per altro tempo nelle mani di ADL, con Conte lontano, si riaprirà una voragine da un punto di vista tecnico, di autorevolezza e comunicativo. Su questo, l’ormai ex allenatore del Napoli, era uno e trino. La società “leggera”, marchio vincente del Napoli di ADL, ha però bisogno di qualcuno che si presti ad “essere” il Napoli. C’è un bisogno disperato di continuità. Il Napoli ha sempre troppo bisogno di arrivare nelle prime quattro. E dopo l’ultima giornata di campionato si sono aperte porte (Macs), e definitivamente chiusi degli spiragli (Cesc). E non ci sono altre strade se non l’usato sicuro (come Conte). È l’unica ricetta giusta per evitare un altro Rudi Garcia, che come idea non era nemmeno tanto malvagia, ma depotenziata da subito ha prodotto una stagione disastrosa. De Laurentiis ha bisogno di un allenatore di cui fidarsi, e a cui affidarsi. Il Napoli è ormai una società consolidata. De Laurentiis, nonostante il cicaleccio su tecnici giovani e dalle prospettive non esaltanti, mai è stato in grado di proteggere bene i propri allenatori. A carte mischiate anche dalle altre società, proverà a prendere l’ultimo grande allenatore rimasto, che manca alla propria collezione. Quella si dovrà essere una scelta coraggiosa. Le ultime stagioni di Allegri sono state positive, ma non esaltanti. Tutti al Milan parlano di fallimento. Ma se vieni da un ottavo posto, e hai Gimenez e Füllkrug centravanti, l’Europa League è grasso che cola.

I volantini web di alcuni sedicenti tifosi del Napoli contro Allegri
Il Napoli dovrà essere ripensato. La società ha fatto capire che non vi saranno rivoluzioni, che tuttavia sarebbero necessarie. Ma se alcuni auspicavano una bonifica dello spogliatoio con l’addio di Conte, sarebbe meglio per il Napoli, come successo nell’estate di Kvara e Kim, procedere al passo d’addio con tanti calciatori che hanno nel passato il meglio della propria carriera, affidando il tutto proprio a Massimiliano Allegri, inviso ai più, ma lo sappiamo quando il Napoli sceglie contro corrente non sbaglia mai.