Tomba: “I social? Un disastro. Quando salta il sistema dei leoni da tastiera farò festa”

L'intervista a La Stampa. Alberto Tomba parla di radici, della grandezza di Brignone, dell'assenza di protagonisti nello sci maschile e del dramma di Crans-Montana: "Avrei voluto essere lì quella sera per aprire le porte di sicurezza"

Tomba: “I social? Un disastro. Quando salta il sistema dei leoni da tastiera farò festa”

Alberto Tomba e le radici: «Mi portavo il formaggio, l’olio, la pasta. A volte anche il caffè e mio padre la moka»

Alberto Tomba si racconta in un’intervista a La Stampa con la franchezza che lo ha sempre contraddistinto. Si parte dalle radici, quelle emiliane che si portava dietro anche in gara:

“Le radici sono tutto. Quando gareggiavo mi portavo il formaggio, l’olio, la pasta. Ricreavo il mio ambiente perché 40 anni fa non si mangiava bene dappertutto. A volte portavo anche il caffé e mio padre la moka”.

«I social? Un disastro. Appena salta il sistema dei leoni da tastiera farò festa»

Tomba ha trasformato lo sci da disciplina di nicchia a sport popolare e mediatico. Ma quegli anni d’oro li ricorda con un retrogusto amaro rispetto a quello che vede oggi:

 “All’epoca c’era più unione tra noi atleti, meno invidia. Parlo della fine degli Anni ’80. Poi sono arrivati i social..che disastro. Hanno stancato. Mi rifiuto di partecipare al gioco dei leoni da tastiera. Spesso non conoscono gli atleti, i campioni ma li attaccano solo per avere i “like”. Appena salta questo sistema farò festa”.

Una denuncia che non è nuova nel mondo dello sport: Gattuso parlò degli stessi leoni che si nascondono dietro una tastiera, e la saltatrice con l’asta Molinarolo fu vittima di body shaming e annunciò di voler denunciare tutti.

«Nello sci maschile mancano i protagonisti. Non siamo l’Austria dove tutti sciano»

Sul presente dello sci italiano Tomba è lucido. Il suo erede non c’è ancora: “Le nostre donne hanno una marcia in più. Nelle discipline tecniche maschili, le mie, slalom e gigante, mancano i protagonisti. Non siamo l’Austria dove tutti sciano. Quindi è più difficile trovare la stella del futuro”

La gara che lo ha colpito di più alle Olimpiadi di Milano-Cortina non lascia dubbi: “Quella di Federica Brignone. Ciò che ha fatto era impensabile, è stata grandiosa dopo l’infortunio. Adesso deve decidere se continuare, ha ancora male. Poi gli uomini, Franzoni e Paris perfetti nella velocità. Peccato per le discipline tecniche. Ho applaudito e sono felice per Flora Tabanelli nel freestyle”.

Brignone ha vinto due ori olimpici in super G e slalom gigante, un’impresa storica dopo la frattura al piatto tibiale dell’aprile 2025. Tomba, tra l’altro, a febbraio aveva scherzato con Goggia chiedendole di fargli toccare il bronzo “perché lui ha solo ori”. E Flora Tabanelli, la ragazza cresciuta in un rifugio a 1.800 metri senza tv né telefono, è diventata la più giovane medagliata italiana di queste Olimpiadi.

«Crans-Montana ha due volti. Avrei voluto essere lì quella sera per aprire le porte»

A febbraio a Crans-Montana ci saranno i Mondiali di sci, nella località dove Tomba vinse il bronzo in gigante nel 1987 e disputò l’ultima gara della carriera nel 1998. Ma oggi quel luogo porta con sé anche il ricordo della tragedia di Capodanno:

A febbraio ci saranno i Mondiali di sci a Crans Montana, dove lei ha vinto il bronzo in gigante. “Un posto bello che ora è diventato triste. Il ricordo di quello che è successo a Capodanno è terribile. Ogni volta che ci penso mi vengono i brividi. Avrei voluto essere lì quella sera per aprire le porte di sicurezza del locale. Mi ha choccato come se fossero miei figli. Bastava un attimo, azionare l’estintore, tirar giù la porta d’emergenza in qualche modo. Forse i ragazzi pensavano a qualcosa di divertente con quelle candele e non si sono resi conto. Io lì, nel 1987, sono salito sul podio con la medaglia di bronzo in gigante e nel 1998 ho disputato l’ultima gara della carriera.. Per questo Crans per me ha due volti». 

Parole come quelle di Tomba danno la misura di una ferita ancora aperta, che i Mondiali di febbraio dovranno fare i conti con il dolore prima ancora che con lo sport.

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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