Rivera sta aspettando una telefonata per la Figc, intanto boccia Guardiola ct: “Non è italiano”
Lo ripete ad As: "Non mi ha chiamato nessuno. Non dobbiamo fidarci di persone per le quali il calcio è solo una parte marginale della loro vita, anche se poi cercano di far credere il contrario"

As Roma 29/01/2018 - assemblea elettiva FIGC / foto Antonello Sammarco/Image Sport nella foto: Gianni Rivera
Nessuno ha chiamato Gianni Rivera. Si era proposto, continua a farlo, come prossimo Presidente della Federcalcio. “Ho già un piano, e sono qui se necessario”, dice intervistato da As. “Vedremo cosa dirà il Ministro dello Sport . E, ovviamente, il Presidente del Coni”. Niente, per ora non hanno detto niente: “A dire il vero, non mi hanno chiamato ultimamente. Ho provato, ma non hanno voluto ascoltarmi”.
Rivera ha una sua visione molto peculiare della crisi Nazionale. Per esempio sull’allenatore. I soliti Conte, Allegri e Mancini non vanno bene, perché “sono già stati coinvolti, in un modo o nell’altro, in questa vicenda molte volte. Dobbiamo impedire il loro ritorno, perché non sappiamo come potrebbero ragionare”.
Ma nemmeno Guardiola va bane: “In Italia? No, per favore. Non è italiano. Deve essere italiano. Punto. È logico, perché conosce la situazione meglio di chiunque altro venga dall’esterno. Ripeto, bisogna scegliere con molta attenzione. Bisogna avere buon senso ed essere ben informati. Basta errori, per favore”.
Tornando a lui, “tutto quello che posso dirvi è che, se qualcuno mi chiama per assumermi, la mia prassi è questa: vado sul posto, vedo come stanno le cose e poi, con calma e circondato da esperti, faccio le ricerche necessarie per salvare il calcio italiano. I programmi vengono creati da chi possiede le qualità e le competenze per svilupparli. Dobbiamo ingaggiare i migliori talenti in questo settore. Dobbiamo portare qualità, sì, è proprio questo che è mancato. Dobbiamo procedere con cautela con chi sa il fatto suo. Non dobbiamo fidarci di persone per le quali il calcio è solo una parte marginale della loro vita, anche se in seguito cercano di far credere il contrario”.