Petrucci: “Il governo deve avere un rapporto privilegiato con lo sport”

Al CorSera: "Dal momento che le leggi vengono fatte dal Parlamento o dall’esecutivo, è bene che ci sia una comunione fra governo, Coni e vertici del calcio. Un ex giocatore alla presidenza Figc? Albertini, Maldini e Tommasi hanno un background dirigenziale".

Petrucci Salernitana

Db Milano 29/11/2021 - qualificazioni Mondiali 2023 di basket / Italia-Olanda / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Gianni Petrucci

Il presidente della Federazione italiana pallacanestro Gianni Petrucci, ed ex presidente del Coni, in un’intervista al Corriere della Sera ha parlato della crisi che sta vivendo il calcio italiano e il ruolo della politica in merito.

L’intervista a Gianni Petrucci

Il governo deve avere un rapporto privilegiato con lo sport. Non si può pensare di andare alle votazioni federali di giugno senza avere un’interlocuzione con la politica. Lo sport è autonomo solo sulla carta e le prossime votazioni avverranno in un contesto differente da tutti gli altri precedenti. Il calcio ha bisogno di riforme, su tassazione e agevolazioni fiscali per cominciare. Dal momento che le leggi vengono fatte dal Parlamento o dall’esecutivo in caso di decreti legge, è bene che ci sia una comunione fra le tre direttrici: il governo, il Coni con la saggezza del presidente Buonfiglio e l’esperienza del segretario Mornati e ovviamente i vertici del calcio. Può essere utile una legge che metta per iscritto il cammino condiviso che politica e Coni devono affrontare“.

Non le sembra di essere in controtendenza rispetto all’opinione comune, secondo cui il governo non dovrebbe invadere lo sport?

Non si tratterebbe di una intromissione. Io resto convinto che serva un percorso democratico con un’intensità affievolita del governo. Volenti o nolenti, serve avere un’intesa con la politica. Vi faccio un esempio per comprendere come sia necessario che le due anime siano connesse. Quando ero presidente del Coni, a capo della Federcalcio c’erano Franco Carraro e la guida della Lega di A era Adriano Galliani. Dal momento che nell’estate del 2003 il caso Catania mise a rischio l’inizio dei campionati con il Tar della Sicilia protagonista, andammo dal presidente del Consiglio di allora, Silvio Berlusconi, per chiedere una misura straordinaria. Il governo varò il decreto salva-campionati e la regolarità dei tornei fu garantita“.

Erano inevitabili le dimissioni di Gravina?

Per il clima che si era creato non c’era altra strada. Ma è stato un buon presidente, ha vinto gli Europei. Peccato che non ha tirato lui il rigore a Zenica, altrimenti avrebbe segnato…“.

Giovanni Malagò è il profilo giusto?

Sono suo amico da una vita, è già stato nel mondo del calcio che conosce bene, non voglio bruciarlo lanciandomi in giudizi“.

La figura di un ex grande campione sembra essere sulla rampa di lancio. Sarebbe ora?

Da un lato ritengo che non basta essere stati ottimi calciatori per ricoprire cariche istituzionali. Però sento parlare di grandi giocatori che hanno background dirigenziale. Mi riferisco a Demetrio Albertini che è stato presidente del Settore Tecnico, a Paolo Maldini che nel Milan ha rivestito posizioni di prestigio o Damiano Tommasi, presidente per anni del sindacato dei calciatori“.

L’ipotesi del commissario è da scongiurare?

A me lo chiedete? Io da presidente del Coni nel 2006 ho nominato in piena Calciopoli Guido Rossi per traghettare il calcio fuori dagli scandali“.

Chi vorrebbe come ct?

Intanto vorrei ricordare che l’ultimo che ha vinto qualcosa in azzurro è Roberto Mancini. Sorrido quando leggo che si è lasciato male con la Federazione, ma gli altri mica se ne sono andati con gli applausi. Punterei su chi ha vinto e Roberto lo ha fatto. Poi mi piace perché amo gli allenatori che parlano di argomenti diversi dal loro sport. Con Mancini si parla di tutto. Un po’ come gli allenatori che ho scelto nel basket. Ma non voglio un ct che vada in tv e pensi di essere Einstein“.

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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