Oscar Schmidt mito della pallacanestro senza mai giocare in Nba
In carriera ha totalizzato poco meno di 50mila punti, in Italia 14mila con una media 34.6 punti a gara. In Italia per 28 volte ha superato i 50 punti

Brazilian basketball star and sport secretary for the State of Sao Paulo Oscar Schmidt(L) jokes with US basketball legend Earvin "Magic" Johnson 23 April during a press conference in Rio de Janeiro, Brazil. Johnson, who found out he was carrying HIV in November 1991, is touring Latin America to speak out for AIDS prevention. VANDERLEI ALMEIDA / AFP
Che un brasiliano, senza mai giocare in Nba, diventi una leggenda cestistica internazionale, è una cosa più unica che rara. Probabilmente, in una nazione che predilige sfornare talenti calcistici, un giocatore di basket così talentuoso e iconico potrebbe non rivedersi per secoli.
Oscar Schmidt ci ha lasciato a 68 anni, ma il vuoto che lascia colpisce tutto il mondo del basket, nonostante non sia passato dalla lega più importante del mondo e nonostante non abbia vinto nessun campionato di prima categoria, nessun campionato europeo per club e nessuna olimpiade. Proprio per questo forse i molti ragazzi che non lo hanno visto giocare, dovrebbero chiedersi perché sia arrivato comunque sull’Olimpo della palla a spicchi.
Schmidt ha collezionato numeri che probabilmente rimarranno irraggiungibili per tutti, extraterrestri a parte, come LeBron James, che nel 2024 ha superato i suoi 49.737 punti, diventando il miglior marcatore nella storia del basket.
Oscar dominava con una combinazione di tecnica pura e una fiducia incrollabile nel proprio tiro, dimostrando che in un’epoca di “superuomini” fisici, un giocatore dall’atletismo apparentemente normale poteva rendere quanto, e più, delle stelle Nba. La sua era una dominanza balistica che annullava ogni gap atletico.
Partecipare a cinque edizioni delle Olimpiadi, da Mosca 1980 ad Atlanta 1996, è già di per sé una prova di longevità sovrumana, ma è il peso specifico di quelle presenze a lasciare sbigottiti. Schmidt è il recordman assoluto di punti segnati ai Giochi con 1093 centri totali. Durante l’edizione di Seoul 1988, ha riscritto il concetto di “onnipotenza cestistica” segnando 55 punti contro la Spagna e chiudendo il torneo con una media di 42,3 punti a partita. Con la maglia del Brasile ha disputato 326 incontri mantenendo una media realizzativa di 23,6 punti per quasi vent’anni di carriera nazionale.
Il campionato italiano è stato il palcoscenico dove questa sentenza costante ha trovato la sua massima espressione. Con la Juvecaserta e Pavia, Oscar ha segnato 13.957 punti, rimanendo il giocatore straniero più prolifico della nostra storia. Un dato che chiarisce la sua mostruosa efficienza riguarda il confronto con Antonello Riva: sebbene Riva lo abbia scalzato nel totale dei punti, lo ha fatto giocando quasi il doppio delle partite. La media complessiva di Oscar in Italia è stata di 34,6 punti per gara, con picchi di oltre 60 punti. Analizzando i cestisti con almeno 100 presenze nel campionato italiano, Oscar è colui che più volte ha superato quota 50 punti in una singola sfida: lo ha fatto 28 volte su 403 gare.
Il fatto di aver rifiutato la Nba, che lo aveva sottovalutato, ed essere comunque l’unico brasiliano ad essere nominato nella Naismith Hall Of Fame, non fa che certificare ancor di più la sua unica e leggendaria carriera.