Musetti: “Voglio la rivincita contro Alcaraz, lui e Sinner non sono imbattibili”
Al Mundo Deportivo: "Sono i più difficili da battere, ma c'è sempre una minima possibilità. Hanno risvegliato il tennis in Italia, ciò che è successo in Spagna dieci anni fa si sta vivendo ora da noi".

Montecarlo 10/04/2025 - Atp Montecarlo / foto Psnews/Image Sport nella foto: Lorenzo Musetti
Il numero 5 al mondo Lorenzo Musetti sta per affrontare l’Atp di Barcellona, dove affronterà Martín Landaluce come primo match e potrebbe ritrovarsi di fronte Carlos Alcaraz in un’ipotetica finale. L’intervista rilasciata al Mundo Deportivo.
L’intervista a Musetti
Potresti incontrare Carlos Alcaraz solo in finale…
“Magari arrivassi in finale. Ma ci sono avversari difficili già a partire da Landaluce. Sono diversi quelli che potrebbero arrivare in finale con Carlos, che è il favorito. Ora la mia priorità è avere la mentalità e il ritmo, recuperare la fiducia nel mio gioco e tornare al livello dei primi mesi dell’anno“.
Sei ormai un top player su tutte le superfici, ma ancora di più su terra. Sei un’alternativa ad Alcaraz e Sinner al Roland Garros?
“L’anno scorso la stagione sulla terra è stata meravigliosa. Ho fatto finale a Montecarlo, ho giocato ad alto livello a Parigi, finché non mi sono infortunato in semifinale contro Alcaraz. Se sono al mio miglior livello, posso dare fastidio a chiunque“.
Vedi Sinner e Alcaraz imbattibili nello stesso torneo del Grande Slam?
“No, imbattibile non credo lo sia nessuno. Sicuramente sono i più difficili da battere e negli ultimi due anni stanno vincendo tutto, ma penso che ci sia sempre una minima possibilità. Io spero di averla“.
Nel 2025 hai affrontato Alcaraz a Montecarlo, Roma e Roland Garros. Voglia di “vendetta”?
“Abbiamo un buon rapporto anche fuori dal campo, ci conosciamo da quando avevamo 12 o 13 anni. Siamo amici, lo ammiro molto come giocatore e come persona, per la mentalità che ha. Mi piace come si gode il momento con la famiglia e gli amici. Mi piace questo valore della famiglia, della normalità, che è difficile vedere in questo sport. Su terra Carlos ha dimostrato di essere un avversario molto, molto difficile da battere. Però sì, ho voglia di rivincita. Spero che quest’anno arrivi il mio momento“.
Alla tua età già due figli in un mondo complicato come il tennis…
“È un po’ strano, lo so, ma mi è sempre piaciuta l’idea di avere una famiglia giovane. Ho una compagna che è un angelo, una santa, che mi sopporta e mi sostiene. È fondamentale. Non solo come compagna, ma anche per me come giocatore. È importante avere qualcuno che ti supporta sempre, che mi consiglia pensando a ciò che è meglio per me. Per me è fondamentale averla il più vicino possibile“.
Un momento felice personale e anche per il tennis italiano…
“Quello che non stiamo vivendo nel calcio lo stiamo vivendo nel tennis. Credo che la federazione e la strategia siano state molto buone negli ultimi anni, a partire da Jannik, che è il leader della nuova generazione. Far parte di questa generazione mi rende orgoglioso, perché vedo che i bambini iniziano a giocare a tennis grazie a questa realtà. Le tre vittorie in Coppa Davis, le due in Billie Jean King Cup, i risultati di Jannik, di Paolini, di noi tutti, hanno risvegliato il tennis in Italia. Credo che ciò che è successo in Spagna dieci anni fa si stia vivendo ora in Italia“.








