Monte Carlo, la “piccola Italia” paradiso dei tennisti: non giocano di sera, sono a casa coccolati nel lusso

L'Equipe racconta un "posto magico", tra lounge in mare, vip mescolati a gente comune, niente calendari infiniti

Monte Carlo Sinner

Parigi 08/06/2025 - finale Rolland Garros / foto Psnewz/Image Sport nella foto: Jannik Sinner

E’ proprio il paradiso del tennis, Monte Carlo. Il torneo più bello per tutti, ma soprattutto per i giocatori. Un posto magico, come lo descrive L’Equipe. Con una “atmosfera da piccola Italia” “in un contesto socialmente eterogeneo”. Un posto nel quale “accanto alla famiglia reale e ai Vip che hanno i loro posti riservati, i tifosi italiani accorrono numerosi, portando con sé il loro fascino amichevole e disinvolto, dove i privilegiati si mescolano con gli appassionati di tennis e gli amanti del sole”.

E come mai i tennisti lo adorano questo torneo? Beh, perché si sentono a casa. E non solo. “I detrattori – scrive L’Equipe – diranno che questo minuscolo Country Club, un po’ angusto a causa dei suoi limiti intrinseci, confina i numerosi spettatori sprovvisti di pass per l’area Vip e non lascia molto spazio ai giocatori quando, al termine della sessione di allenamento, devono scendere le scale in mezzo alla folla. Ma questo è un inconveniente minore per questo Masters 1000, che si distingue nettamente dall’élite dei tornei major”.

Ma nessuno lo salta mai, e ci sarà un perché: “Qui non c’è una massiccia espansione architettonica, bensì uno stadio Central Rainier III con poco più di 10.000 posti a sedere, temporaneamente adattato con strutture metalliche e affiancato, sul lato del club, da un ristorante Vip. Non c’è una proliferazione di giornate di gioco in quest’epoca di polemiche che circondano gli interminabili tornei Masters 1000 dilatati su dodici giorni, per una sola settimana arricchita dall’incredibile privilegio per i giocatori di non avere sessioni serali (a meno che non piovigginando non rallenti il ​​ritmo della giornata).

“In questo grande villaggio di tennisti, molti di loro si sentono perfettamente a casa, qui, nei tornei più prestigiosi dei club francesi. Trasferitisi qui attratti dal favorevole regime fiscale e dallo stile di vita della Riviera , sono decine, da Zverev a Norrie, tra cui – e qui vi lascio con l’elenco – Tsitsipas, Djokovic, Sinner, Auger-Aliassime, Dimitrov, Hurkacz, Diallo, Rune, Medvedev, Musetti, De Minaur, Bublik, Cobolli e Vacherot, solo per citarne alcuni. Possono alloggiare nella clubhouse (il massimo del lusso per questi nomadi) oppure optare per un hotel di lusso sul mare, a soli due minuti dal club”.

“Una navetta fluviale, attraccata al pontile, può anche portarli, con una breve crociera di pochi secondi, in un altro hotel privato per la durata del torneo, che funge da “Player’s Lounge” con piscina olimpionica e buffet regale, per questo soggiorno all-inclusive dedicato ai campioni. Questa suite premium, la più incredibile del circuito, rappresenta il massimo del lusso. Dall’anno scorso, permette loro di rilassarsi, spesso con le proprie famiglie, lontano dalla clubhouse affollata dove erano soliti ricaricarsi negli spogliatoi sotterranei. Si tratta dell’innovazione più spettacolare degli ultimi anni. I giocatori lasciano questa oasi di pace a bordo di una golf cart, percorrendo un tratto di strada privato, attraversando alcuni corridoi e prendendo un ascensore che li porta direttamente al MCCC. Il loro piccolo circuito monegasco personale”. Il paradiso del tennis.

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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